Bollette “pazze” per il Progetto Case Scatta la protesta

13 Agosto 2015

L’AQUILA. Bollette pazze per il nuovo canone di compartecipazione che spetta agli assegnatari degli alloggi di Progetto Case e Map. Proteste e lunghe file negli uffici comunali, da parte dei...

L’AQUILA. Bollette pazze per il nuovo canone di compartecipazione che spetta agli assegnatari degli alloggi di Progetto Case e Map. Proteste e lunghe file negli uffici comunali, da parte dei residenti che hanno ricevuto bollettini anche di 300 euro, a fronte dei 15 euro pagati finora.

Il problema riguarda l’applicazione della delibera dello scorso aprile, con cui è stato stabilito che il canone andava rimodulato in base al reddito Isee. «L’inghippo», spiega l’assessore Lelio De Santis, che all’epoca aveva la delega agli alloggi provvisori, «si è creato in quanto molti inquilini, non conoscendo le nuove disposizioni, non hanno presentato la dichiarazione necessaria e ora si sono visti recapitare bollette stratosferiche, rispetto a quelle precedenti. Ho sollecitato l’ufficio preposto, chiedendo di risolvere la problematica». Anche il gruppo consiliare Idv ritiene che «l’ufficio e la dirigente Enrica De Paulis debbano rivedere il calcolo del canone sulla base del reddito Isee, consentendo la presentazione della relativa documentazione a valere dal primo aprile 2015. Se così non fosse», scrivono i consiglieri comunali Giuliano Di Nicola e Adriano Durante, «sarebbe evidente la contraddizione contenuta nella nota della stessa dirigente, per cui sarebbe possibile regolarizzare la propria posizione nel periodo dal primo agosto 2013 al 31 marzo 2015, presentando la documentazione Isee entro il 31 dicembre 2015: possibilità non consentita, invece, a tutti coloro che intendessero regolarizzarla ora».

Il gruppo consiliare dell’Idv chiede quindi «il ritiro di questi bollettini pazzi e la modifica del calcolo secondo i principi di equità sociale contenuti nella delibera e di trasparenza amministrativa. Infatti, non risulta essere stata adeguatamente pubblicizzata la nuova procedura che avrebbe determinato i nuovi canoni e allo stesso tempo è ingiusto modificare un canone in modo unilaterale».(r.s.)

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