Bollette progetto Case, nuovo pasticcio

21 Ottobre 2016

Gli utenti hanno scoperto che pagano più per l’illuminazione pubblica che per i consumi privati degli alloggi

L’AQUILA. È un pasticcio tutto aquilano quello delle bollette della luce al Progetto Case. Il gestore è lo stesso, ma la fatturazione segue due canali diversi: individuale per i consumi all’interno degli alloggi, “condominiale” per l’illuminazione esterna. E così accade che gli inquilini paghino al Comune cifre notevoli per tenere accesi i lampioni di notte, rispetto ai consumi elettrici per il frigo, la televisione, il computer, il phon, il ferro da stiro. Scendendo nel dettaglio, si scopre che alcune famiglie pagano 24 euro al mese per i consumi individuali, e 28 per i lampioni (336 euro l’anno). È il caso di Giuliano Bruno, che da qualche anno vive in un alloggio del Progetto Case di Assergi. Per svelare l’arcano basta prendere una bolletta del Progetto Case; leggendola si scopre che i cittadini pagano circa 5 centesimi a Kw per i consumi interni, e quasi dieci per l’illuminazione pubblica e gli ascensori. Eppure il gestore è lo stesso. Capire come si sia arrivati a questo punto è complicato, e bisogna tornare indietro, fino al 2012. Tutto deriverebbe dalla morosità accumulata nel pagamento delle prime bollette, che non può essere addebitata ai cittadini in quanto le cifre richieste all’epoca dal Comune risultarono errate. Questo costrinse l’ente a rifare i calcoli e a inviare nuove bollette, ma nel frattempo il Comune (al quale sono intestate le utenze condominiali), era divenuto moroso. Il gestore elettrico, quando è l’ente pubblico a non pagare, non può staccare le utenze ma ha facoltà di applicare la cosiddetta “tariffa di salvaguardia”, vale a dire un aumento di circa il 30%. Una situazione paradossale, tutta a scapito di chi, purtroppo, a più di sette anni dal terremoto, ancora non riesce a rientrare a casa. Certamente gli altri cittadini aquilani non spendono così tanto per l’illuminazione pubblica, compresa nella Tasi (che pagano anche i residenti del Progetto Case). Ma i paradossi non sono ancora finiti, perché le spese condominiali, in qualche caso, variano inspiegabilmente di piastra in piastra, nonostante la tipologia costruttiva sia la stessa. È il caso, ad esempio, del Progetto Case di Paganica 2. Ebbene, per la palazzina numero 21 (22 appartamenti su con una superficie di 1.200 metri quadrati), il costo annuo è stato di 38.000 euro. Per la palazzina 23 (24 appartamenti su una superficie di 1.400 metri quadrati), il costo è stato di soli 12mila euro.

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