Bollette, raffica di ricorsi contro il Comune

5 Ottobre 2020

I cittadini contestano le modalità di conteggio dei consumi. L’Avvocatura resiste nelle udienze davanti al giudice di pace

L’AQUILA. Se non fosse conseguenza di una tragedia sarebbe una commedia tutta da ridere. L’ultima è la seguente: il Comune da tempo corre dietro agli inquilini del Piano Case che non hanno mai pagato i consumi, in particolare quelli dell’energia elettrica, facendo lievitare il debito “pubblico” dell’ente locale a cifre milionarie che pagheranno gli aquilani di oggi e anche quelli di domani. Il Comune dopo anni in cui per motivi “misteriosi” ha chiuso tutti e due gli occhi a un certo punto si è svegliato con una delibera di consiglio comunale del 2015 e ha provato metterci una pezza stabilendo modalità di pagamento certe. Chi ha continuato a non pagare (o ha pagato molto parzialmente) mesi fa è stato raggiunto da un’ingiunzione di pagamento. Per tutta risposta il Comune si è visto citare davanti al Giudice di pace da numerosi cittadini che contestano le ingiunzioni e in particolare le modalità dei conteggi.
Solo nell’ultima settimana la giunta comunale ha dovuto autorizzare l’Avvocatura a resistere in giudizio in tre procedimenti ed è immaginabile che ce ne saranno presto altri. Nel documento si legge: “Visto l’atto con il quale un cittadino propone opposizione innanzi al Giudice di Pace avverso l’ingiunzione di pagamento datata dicembre 2019, emessa dal Comune, per ottenere il rimborso delle spese, anticipate per i consumi effettuati dal cittadino stesso nel periodo di permanenza nel Progetto Case; rilevato che il ricorrente lamenta modalità arbitrarie con cui il Comune avrebbe determinato l’importo della sua bolletta; considerato che su casi analoghi si è già pronunciato il Tribunale, affermando il principio che il metodo adottato dal Comune ha garantito una oggettività nella ripartizione delle spese tra i diversi assegnatari e pertanto è un metodo valido e idoneo a garantire il dovuto recupero delle spese anticipate; si autorizza la costituzione in giudizio dell’Avvocatura a tutela delle ragioni dell’Amministrazione”. La delibera del 2015 stabiliva il nuovo canone concessorio per gli assegnatari del Progetto Case e Map composto da canone di locazione e canone di compartecipazione per le spese condominiali. “Il canone di compartecipazione per le spese condominiali”, era scritto in delibera, “stabilito in ragione dei metri quadri dell’alloggio, finanzia, tra l’altro, i consumi dell’energia elettrica. I decreti del sindaco di assegnazione degli alloggi, sottoscritti per accettazione dagli assegnatari, unitamente a tutte le altre clausole e prescrizioni, pongono in maniera chiara a carico dei medesimi le voci di spesa unitamente a tutte le altre clausole e prescrizioni”. Il Giudice di pace ora dovrà decidere caso per caso chi ha ragione, se il Comune o i cittadini. Una storia infinita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA