Bolli auto 2009 ai terremotati: adesso il caso sbarca in consiglio

Questa mattina seduta straordinaria della commissione Bilancio, poi ordine del giorno in assemblea Il presidente Vittorini: «Ascolteremo i dirigenti della Regione e cercheremo soluzioni percorribili»
L’AQUILA. Ha sollevato un movimento bipartisan la vicenda delle cartelle esattoriali relative al bollo auto del post sisma recapitate a circa 40mila cittadini dall’Agenzia delle entrate, su mandato della Regione Abruzzo.
Il presidente della commissione consiliare Programmazione e Bilancio del Comune dell’Aquila Livio Vittorini ha convocato per oggi pomeriggio alle ore 15 una riunione straordinaria dei componenti per approfondire la questione. E nella prossima seduta del consiglio comunale si discuterà un ordine del giorno, firmato dall’opposizione, in cui si chiede al sindaco Pierluigi Biondi di attivarsi con Regione e governo per individuare una soluzione amministrativa o legislativa.
Nell’aria c’è anche una possibile class action, contro quella che viene considerata una vera e propria beffa ai danni dei terremotati, a poche settimane dal quattordicesimo anniversario del sisma. Alla seduta della prima commissione in programma oggi pomeriggio è prevista la partecipazione di dirigenti della Regione Abruzzo, in rappresentanza diretta dell’ente competente sulla tematica.
«Ho ritenuto opportuno», spiega il presidente Vittorini, «richiedere la presenza dei dirigenti regionali dei settori competenti. L’obiettivo è quello di comprendere a pieno lo stato delle cose per fissare criticità e problematicità rispetto a un tema che interessa migliaia di concittadini, provando a mettere in campo possibili percorsi condivisi e soluzioni percorribili, il tutto d’intesa con la Regione Abruzzo e nell’esclusivo interesse della nostra comunità».
Migliaia di contribuenti residenti nel cratere del sisma del 2009, si sono visti recapitare dall’Agenzia delle entrate una cartella esattoriale con la quale si richiede il pagamento del bollo auto dell’anno 2009, che era stato sospeso, con la richiesta di restituzione del 40% da rateizzare in 10 anni: nel frattempo ai cittadini interessati non è arrivato alcun sollecito.
«Siamo convinti che questa battaglia possa e debba farsi tutti insieme», l’invito della minoranza, «e che nessuno debba tirarsi indietro. Mancano pochi giorni al 6 aprile e nessuno si può permettere di farci passare per frodatori del fisco».
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