Bolli auto, corsa contro il tempo: 60 giorni per evitare di pagare

2 Aprile 2023

È quanto Regione e governo hanno a disposizione per la soluzione: si valuta lo stralcio delle cartelle Il totale ammonta a 2,6 milioni: il consiglio comunale ha chiesto di cancellare interessi e sanzioni

L’AQUILA. Il pallino è ora nelle mani dell’asse Biondi-Marsilio-Meloni. Passerà da loro, ma soprattutto dal binario che collega Palazzo Chigi a Palazzo Silone, la risoluzione del caso dei bolli auto non pagati relativi all’anno del terremoto. La scadenza per il pagamento delle cartelle esattoriali fissata a 60 giorni impone tempi stretti. Linea rapida condivisa anche dal consiglio comunale dell’Aquila: l’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’ultima assise ha impegnato il sindaco Pierluigi Biondi a una «risoluzione immediata» della vicenda insieme alla Regione, ma ha esteso il perimetro della querelle anche al governo. La premier Giorgia Meloni ha garantito l’attenzione dell’esecutivo sulla questione bolli, raccogliendo l’assist del governatore Marco Marsilio che aveva a sua volta invocato l’aiuto di Palazzo Chigi per arrivare alla «riapertura dei termini per la rottamazione» delle cartelle. Ma l’ufficio entrate regionali tira dritto per la sua strada, puntando al recupero di circa 2,6 milioni di euro, compresi di quota capitale, interessi e sanzioni. «Un atto dovuto», come spiegato più volte dagli uffici. Una cifra, piuttosto modesta per le casse statali, che alimenta la fiducia dalle parti di Palazzo Fibbioni: con una norma ad hoc da inserire nel Bilancio dello Stato, la partita potrebbe chiudersi in trionfo.
I numeri
Sul tavolo c’è la richiesta del consiglio comunale dell’Aquila di annullare interessi e sanzioni della tassa automobilistica, oltre allo stralcio totale per i cittadini che hanno perso le auto sotto le macerie. Ma sul pagamento della quota capitale (ridotta al 40 per cento) il profilo scelto è quello della fermezza: «Sarebbe un’ingiustizia nei confronti degli altri contribuenti del cratere che hanno già regolarizzato la loro posizione negli ultimi anni», rivelano fonti del consiglio. Ma non è escluso che il governo possa optare per uno stralcio in toto delle cartelle.
La scadenza
L’iniziativa consiliare, approvata all’unisono da maggioranza e opposizione, costituisce un atto di indirizzo nei confronti del sindaco Biondi, ma a dettare l’agenda, e soprattutto il cronoprogramma, saranno Regione Abruzzo e governo. Le interlocuzioni meloniane tra L’Aquila e Roma necessitano di tempistiche brevi perché tra meno di due mesi scadranno i termini di pagamento delle cartelle. Secondo la legge, il pagamento va in prescrizione dopo tre anni ma in questo caso, essendo le tasse solo sospese e non annullate, i termini di prescrizione sono scattati il primo gennaio 2022.
la vicenda
La sospensione delle tasse, tra cui Irpef e bollo auto, fu sancita tra il 2009 e il 2010. Il primo gennaio del 2012 iniziò la restituzione al 40 per cento e in 120 rate mensili. Il primo gennaio 2022 sono scaduti i dieci anni e la Regione Abruzzo ha tirato le somme di chi aveva pagato il bollo e chi non lo ha fatto nei dieci anni previsti dalla rateizzazione, periodo nel quale non è arrivato alcun sollecito ai contribuenti.
lo scontro politico
Il caos bolli non pagati ha soffiato sul fuoco dello scontro politico. Dure le critiche rivolte dal Partito democratico alla Regione e al presidente Marsilio, accusati di «trattare gli aquilani come evasori». Di contro, il consigliere comunale Livio Vittorini (FdI), presidente della Commissione bilancio, ha replicato sottolineando «le polemiche strumentali di una parte dell’opposizione», confermando la postura adottata dall’assise: «Abbiamo dimostrato come consiglio unità di intenti nel rispetto di tutti i cittadini interessati dall’invio delle cartelle di questi giorni e, nel rispetto del principio di parità di trattamento dei contribuenti, di quelli che hanno pagato nei modi e nei termini di legge i bolli sospesi».
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