Bollo auto, cartelle del 2009: doppia beffa per i terremotati

Mentre chiede arretrati e interessi, la Regione non ha mai rimborsato il 60% non dovuto E l’opposizione chiama il sindaco all’azione: «Decisione assurda, facciamo una class action»
L’AQUILA. La storia del bollo auto non pagato nel 2009 e che ora la Regione richiede – attraverso l’Agenzia delle entrate – con tanto di sanzioni e interessi si ingarbuglia sempre più. Molti cittadini – che il bollo nel 2009 lo avevano già pagato per intero – hanno segnalato al Centro che, dopo la decisione del governo (alla fine del 2011) di far restituire ai terremotati solo il 40 per cento delle tasse sospese fra il 2009 e il 2010, chiesero alla Regione di riavere il 60 per cento non dovuto. Non hanno mai avuto risposta.
LA NOTA DEL 2009
Ora spunta un comunicato stampa della Regione datato 18 maggio 2009 da cui si leggono tre cose: la prima è che il bollo auto rientrava fra le tasse sospese, la seconda è che chi lo aveva già pagato non avrebbe riavuto indietro i soldi, la terza è che la Regione, quando i pagamenti delle tasse sarebbero ripresi si sarebbe fatta carico di “avvertire” gli utenti e, si presume, chiedere – con formale notifica – i soldi del bollo non pagato senza interessi e sanzioni. Questo il testo integrale di quel comunicato: «Nei comuni della provincia dell'Aquila e in quelli indicati nel decreto numero 3 del presidente del Consiglio dei ministri, cosiddetto “Comuni del cratere”, sono sospesi i pagamenti relativi alla tassa automobilistica e ai tributi regionali. A renderlo noto è l'ufficio Tributi e tasse automobilistiche della Regione. L’Ufficio spiega che le disposizioni del decreto del ministro dell’Economia del 9 aprile scorso in riferimento alla sospensione dei versamenti tributari dal 6 aprile al 30 novembre 2009 per le persone fisiche residenti nella provincia dell'Aquila e per i soggetti diversi dalle persone fisiche aventi la sede legale o la sede operativa nella provincia dell’Aquila si applicano anche ai Comuni indicati nel decreto numero 3 e riguardano anche il versamento della tassa automobilistica e dei tributi regionali. L’ufficio Tributi della Regione spiega che non si fa luogo al rimborso di quanto eventualmente già versato. Alla scadenza della sospensione, sarà l'ufficio stesso a fornire ai contribuenti le informazioni per il pagamento».
QUESTIONI APERTE
Il 18 maggio 2009 nessuno poteva sapere che la restituzione sarebbe avvenuta al 40 per cento. Eppure gli uffici regionali in questi anni sono rimasti silenti (salvo prova contraria) sia verso chi chiedeva di riavere il 60 per cento come prevede la legge e sia verso chi non ha mai ricevuto – dopo la fine (metà 2010) della sospensione – le informazioni per il pagamento al 40 per cento. Oggi spuntano cartelle esattoriali che fra sanzioni e interessi portano la restituzione, di fatto, dal 40 per cento all’80 per cento.
CLASS ACTION
Sulla vicenda le opposizioni in consiglio comunale hanno presentato un ordine del giorno «per sollecitare il sindaco dell’Aquila ad attivarsi per ottenere dalla Regione una rapida soluzione amministrativa o legislativa – anche approvando apposita norma – per non far ricadere su cittadine e cittadini aquilani e del cratere una decisione così assurda e ingiusta. Un chiaro errore procedimentale della Regione che non ha agito nei tempi di legge indicati. Decine di migliaia di cittadini colpiti dal provvedimento, non possono essere trattati come evasori, caricandoli anche di sanzioni e spese aggiuntive. Alla luce delle carte la disposizione regionale è palesemente illegittima. E c’è lo spazio per una vera e propria class action».
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