Bomba al bancomat, in 3 per il colpo fallito

Luco dei Marsi, al vaglio dei carabinieri le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona
LUCO DEI MARSI . Erano almeno in tre e viaggiavano a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Non è escluso che ci fosse anche una seconda macchina in appoggio. È caccia alla banda che la notte tra martedì e mercoledì ha tentato di far esplodere il bancomat della Banca del Fucino in via Duca degli Abruzzi a Luco dei Marsi.
Gli inquirenti hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza e da un primo esame delle immagini, non molto nitide, si ipotizza che ad agire siano state almeno tre persone fuggite a bordo di una berlina, ma non è esclusa la presenza di una seconda macchina sulla quale viaggiavano uno o più complici che possano aver agito da palo. Gli esperti sono al lavoro sul miglioramento della qualità delle immagini.
Non ci sono dubbi, invece, che si tratti di una banda di professionisti probabilmente arrivati da fuori regione. Gli investigatori sono alla ricerca di altre telecamere, pubbliche o private, che possano aver ripreso i malviventi in azione da altre angolazioni. Intanto sono in corso anche gli accertamenti sulla cosiddetta “marmotta”, la piattina metallica contenente l’esplosivo che è stata recuperata integra dagli artificieri di Chieti. Le indagini sono affidate ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Avezzano, agli ordini del capitano Bruno Tarantini, che stanno cercando analogie anche con altri episodi simili accaduti nei mesi scorsi nella Marsica. Tra febbraio e maggio di quest’anno malviventi hanno tentato di far esplodere, senza successo, gli sportelli bancomat degli istituti di credito di Carsoli, Magliano de’ Marsi e Capistrello. Un anno fa era, invece, andato a segno il colpo all’ufficio postale di Aielli dove l’esplosione aveva causato gravi danni alla struttura. È stato un cliente verso le 8 del mattino seguente a lanciare l’allarme dopo aver notato uno strano filo fuoriuscire dalla fessura che eroga le banconote. Si tratta della miccia collegata alla “marmotta”.
Gli investigatori ritengono che l’innesco non sia stata acceso in quanto la banda sia stata costretta a fuggire prima di poter azionare l’ordigno. Probabilmente i ladri sono stati disturbati dandosi alla fuga prima di poter far esplodere il bancomat. Su questo aspetto sono comunque in corso ulteriori approfondimenti. Durante le operazioni di disinnesco dell’ordigno le abitazioni circostanti, nel raggio di 150 metri, sono state sgomberate. Mentre l’esplosivo è stato fatto brillare in un campo sportivo in disuso alla periferia del paese. L’allarme bomba è rientrato intorno alle 13 quando le famiglie hanno potuto far rientro nelle loro case. (f.d.m.)
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