Bomba come soprammobile, condannato

6 Novembre 2014

Un anno e otto mesi a un giovane che aveva trovato l’ordigno bellico e voleva tenerlo a casa

L’AQUILA. Un giovane di Tornimparte ha patteggiato un anno e otto mesi di reclusione (con i benefici di legge), per avere trovato un residuato bellico e, anzichè lasciarlo, se lo è portato a casa per utilizzarlo, questa era l’idea, come soprammobile. Il giovane A.D.C., di 31 anni, rischiava una pena molto più severa ma visto che si è capito che era in buona fede la sanzione è stata contenuta. Una bravata che, comunque, poteva avere delle conseguenza gravissime visto che si trattava di un ordigno bellico teoricamente pericoloso, un proiettile di sei chilogrammi. Insieme al 31enne sono indagati altri suoi due amici i cui destini giudiziari verranno definiti in altra sede. Uno potrebbe patteggiare mentre l’altro andrà secondo il rito ordinario, ovvero rinvio a giudizio o archiviazione.I reati sono pesanti. Si tratta di furto, detenzione dell’ordigno da guerra e porto d’armi abusivo. In teoria con queste imputazioni si rischia una condanna anche a otto anni di reclusione.

I tre, più in particolare, sono accusati di avere prelevato la bomba in un campo in una frazione di Tornimparte prima ancora che fosse portata via dalle forze dell’ordine e, in particolare, dagli artificieri che erano in arrivo da Roma.

I tre ragazzi, una volta scoperti, raccontarono tutto ai carabinieri evitando l’arresto visto che era palese che l’impiego che volevano farne era pacifico.

La bomba, con le giuste precauzioni, venne poi fatta brillare dai militari. Del resto non si tratta certo del primo caso di bombe che sono state trovate e poi spostate dal luogo del rinvenimento, per gioco, da gente ignara di quanto stesse rischiando. I tre ragazzi coinvolti in questa vicenda sono difesi dagli avvocati Massimo Costantini, Guido Alfonsi e Francesco Saverio de Nardis.

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