Bombola esplosa, caccia ai vandali
Indagini a tappeto dei carabinieri. Il sindaco: poteva fare molto male
CASTEL DI SANGRO. Non sono stati ancora identificati, ma gli inquirenti sono sulle tracce dei responsabili che martedì scorso a Castel di Sangro hanno buttato una bombola del gas sulle fiamme di un falò, provocando una forte e pericolosa esplosione. Si tratterebbe di giovani tra i 15 e 18 anni, che alcuni testimoni avrebbero visto anche fuggire nei boschi circostanti. Un gesto che sarebbe potuto costare la vita agli stessi autori, secondo quanto emergerebbe dalle indagini dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Castel di Sangro. L’episodio è accaduto poco prima delle 19 in località De Contra, sopra la tenuta di Casadonna e vicino alla stazione di Sant’Ilario. Lo scoppio, che ha generato una nuvola di fumo nero, è stato avvertito in ogni angolo della città provocando apprensione tra la popolazione.
«Ritengo grave l’episodio», commenta il sindaco Angelo Caruso, «perché si tratta di un’iniziativa di cui i responsabili avevano piena cognizione, avendo buttato la bombola del gas nel fuoco ben consci che avrebbe determinato una grande e rischiosa deflagrazione. Se ci fossero state persone nel raggio di trenta o quaranta metri, avrebbero rischiato di morire». Per fortuna non ci sono stati feriti. Sul posto, assieme al primo cittadino di Castel di Sangro, sono subito intervenuti i carabinieri forestali e i vigili del fuoco per spegnere un principio di incendio. La “banda” si sarebbe intrufolata nella proprietà e dopo aver acceso un fuoco qualcuno ha gettato una bombola, che era nei pressi, tra le fiamme. I resti del contenitore sono stati trovati a decine di metri. (m.lav.)
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