Bonaldi guida il ribaltone al Consorzio di bonifica

22 Agosto 2019

L’imprenditore di Celano nuovo presidente, Confagricoltura silura Di Berardino Lobene: «Recuperare il tempo perso». Ma c’è l’ombra del commissariamento 

AVEZZANO. Il ribaltone è servito al Consorzio di bonifica, dove la sfiducia al presidente Gino Di Berardino è passata con sette voti su dodici: al suo posto, come anticipato dal Centro, è stato eletto Dario Bonaldi, fino a ieri vicedi Di Berardino. Completa la nuova squadra di comando della deputazione amministrativa Giancarlo Di Pasquale (vice), Fabrizio Malizia, Simplicio Angeloni e l’ex numero uno Di Berardino. Confagricoltura esulta per il buon esito dell’assalto, mentre la Cia e il consigliere provinciale Roberto Giovagnorio non ci stanno.
«Siamo sicuri», dichiara Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura, che ringrazia quanti hanno sposato il cambiamento, «che il presidente Bonaldi e la sua maggioranza recupereranno il tempo perso per le troppe incertezze manifestate dalla precedente amministrazione. Seguiremo la questione passo passo, in primis sul progetto irriguo del Fucino e informeremo i sindaci e le organizzazioni agricole sullo stato dell’arte come da intesa nella riunione promossa dal sindaco di Celano, Settimio Santilli».
Bonaldi, imprenditore di Celano, entra in campo con un «grazie al presidente di Confagricoltura e ai consiglieri che mi hanno dato fiducia. Ho già incontrato il direttore del personale per avviare l’agenda dei lavori. Chiederò un incontro agli assessori regionali Emanuele Imprudente e Mauro Febbo perché è di primaria importanza portare avanti il potenziamento, nel Consorzio di bonifica, dell’ufficio di progetto insieme ad Arap, per monitorare l’andamento del lavoro. Darò priorità ai progetti in corso».
Sul ribaltone spinto da Confagricoltura arriva la scomunica della Cia. «Le organizzazioni agricole», attacca Carmine Contestabile, «non devono fare politica dentro al Consorzio ma limitarsi a dare suggerimenti, mentre sul voto resta un’ombra, quella della partecipazione di un consigliere in prorogatio, che rischia di far commissariare l’Ente. L’assurdo della vicenda, comunque, è che nessuno dei firmatari della sfiducia ha dato motivazioni fondate».
Il consigliere provinciale Giovagnorio avverte: «Se l’avvocatura regionale certificherà che i membri indicati dall’ex consiglio regionale in prorogatio non possono votare atti straordinari, come quello della sfiducia, allora il Consorzio sarà commissariato e il demerito sarà tutto di Confagricoltura». (m.s.)
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