Bonificata la storica sede del Liceo classico

13 Luglio 2022

L’intervento apre la strada ai lavori di ristrutturazione dell’immobile danneggiato dal terremoto

SULMONA. Chi vi entra per la prima volta non si accorge che si tratta di una scuola chiusa da oltre 13 anni, a causa dei danni provocati dal terremoto. Pavimenti lucidi e mobili puliti, così come le aule e i corridoi. «Con ambienti così puliti e accoglienti, gli studenti potrebbero tornare già da domani a fare lezione», ha affermato l’assessore ai Lavori pubblici Franco Casciani, al termine del sopralluogo eseguito l’altro giorno nella storica sede del Liceo classico di piazza XX Settembre, sottoposta ad una profonda bonifica a causa della presenza di piccioni e di altri animali domestici e dei danni provocati dal sisma e dall’incuria del tempo. «Oggi possiamo dire che il progetto per riportare lo storico edificio al suo antico splendore è finalmente avviato», aggiunge l’assessore comunale, «per il momento il nostro compito finisce qui perché, a questo punto, la palla passa nelle mani dell’amministrazione provinciale che dovrà provvedere al trasloco dei mobili presenti nel liceo per permettere alla ditta che si è aggiudicata l’appalto di poter iniziare i lavori veri propri di ristrutturazione della scuola».
L’intervento di bonifica ha avuto un costo complessivo di 85.400 euro e, come detto, precede l’attesa apertura del cantiere dopo l’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio della ricostruzione di Fossa e dopo gli ultimi pareri pervenuti agli uffici di Palazzo San Francesco sulla progettazione presentata dalla ditta vincitrice dell’appalto integrato, la sulmonese Salvatore & Di Meo. Per coprire i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza della scuola sono già a disposizione 4 milioni e 200 mila euro ma, secondo le stime fatte dai responsabili dell’ufficio tecnico del Comune, non bastano. Per poter arrivare alla riapertura della scuola, dovranno essere eseguiti interventi che non figurano nei lavori già assegnati e finanziati: impianto elettrico, ammodernamento dell’impianto antincendio, adeguamento dei servizi igienici. Il tutto comporterà una spesa aggiuntiva che oscilla tra i 300 e i 500mila euro. Soldi che il Comune, proprietario dell’edificio, si è impegnato a reperire, proprio per non consentire ulteriori stop ai lavori. (c.l.)
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