Boom di visitatori per il Mammut E le prenotazioni sono in crescita

Oltre mille i biglietti staccati durante le aperture straordinarie del Bastione Est del Forte Spagnolo La sala che ospita l’imponente scheletro arricchita dall’allestimento di un sistema informativo
L’AQUILA. Sono stati oltre mille i visitatori di Pietro, lo scheletro di Mammuthus Meridionalis, risalente a un milione e trecentomila anni fa, esposto nel Bastione Est del Castello cinquecentesco. Dopo il successo invernale, le aperture straordinarie del Forte Spagnolo per i fine settimana estivi, infatti, hanno fatto registrare un boom di presenze, in crescita costante anche grazie a una capillare campagna pubblicitaria non solo sul territorio abruzzese, ma anche nella capitale.
Già molte le prenotazioni per la prossima domenica, che come ogni prima domenica del mese, permetterà la visita gratuita non solo dello scheletro, ma anche del Munda (museo nazionale d’Abruzzo). Per il mese di agosto sono previste aperture straordinarie in tutti i fine settimana dal 6 al 14 dalle 10 alle 19; dal 15 al 21, invece, lo scheletro potrà essere ammirato tutti i giorni dalle 10 alle 19, come anche dal 22 al 28 a partire dalle 10 fino alle 23. Ultime visite previste sabato 3 e domenica 4 settembre sempre dalle 10 alle 19. L’acquisto dei biglietti può essere effettuato sul sito museonazionaledabruzzo.cultura.gov.it (sul biglietto di ingresso viene applicato il diritto di prevendita di un euro). È possibile acquistarli direttamente al castello solo per il giorno stesso e previa disponibilità.
Conservato dal 1958 nel Bastione Est del Forte Spagnolo, il Mammut aquilano è uno tra gli esemplari più completi rinvenuti in Europa. Databile al Pleistocene inferiore, lo scheletro è in buono stato di fossilizzazione e appartiene a un esemplare di maschio adulto alto 4 metri al garrese e lungo 6,50 metri dalla punta della zanna all’estremità della coda, del peso di oltre 10 tonnellate: la zanna destra, l’unica originaria (la sinistra, probabilmente, l’ha persa durante un combattimento, procurandosi una profondissima ferita), ha il peso di 100 chili. In seguito al terremoto ha subito un accurato e importante intervento di restauro, finanziato grazie alla donazione di 600mila euro dellla Guardia di finanza. Lo scheletro è stato studiato, analizzato, smontato, restaurato in quasi due anni di lavoro, osso per osso.
Rispetto al passato, i visitatori possono godere anche di un nuovo allestimento della sala che ospita l’imponente fossile, ora accompagnato da un corredo didattico e informativo agile, che racconta nei dettagli la ricchezza del territorio 1.300.000 anni fa. Il Munda ha commissionato a Benoit Clarys una illustrazione del Mammut che lo “fotografa” ancora in vita e con entrambe le zanne. (m.c.)
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