Boom di visite ai dati dei pazienti: 13mila accessi al sito degli hacker

Continua a salire il contatore del gruppo di cybercriminali Monti che ha diffuso 522 giga di documenti Intanto proseguono le indagini degli esperti e l’Asl affida il proprio archivio al polo digitale nazionale
L’AQUILA. Più di 13mila e 500 persone hanno visitato i documenti trafugati alla Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila e diffusi su internet dagli hacker del gruppo “Ransomware Monti”. È lo stesso contatore del sito dei cybercriminali russi, che sale a ogni accesso, a fornire il numero. Ed è un numero preoccupante: più cresce, più sale anche il rischio che fra loro ci siano malintenzionati interessati a usare quella enorme mole di dati sensibili per fini illegali. All’interno c’è infatti l’anagrafica dei dipendenti dell’azienda sanitaria, ma anche password e note interne. Ma soprattutto, nei 522 Gygabyte trafugati ci sono migliaia di referti medici con dati clinici di pazienti, anche bambini. Tra i rischi c’è anche quello di finire vittime di truffe informatiche o veri e propri ricatti.
Nei giorni scorsi il Garante della Privacy ha confermato l’appello, già avanzato da Asl e Regione, a non collegarsi sul dark web per scaricare i documenti rubati, viste le possibili conseguenze penali e per la propria sicurezza informatica. Ma il sito è stato comunque preso d’assalto. Per far luce su quei dati, oltre alle indagini della Procura dell’Aquila con polizia postale e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, sono state attivate anche azioni legali da parte dei pazienti e dei lavoratori proprio con l’intento di chiarire quali documenti sono stati diffusi su internet e la reale dimensione della violazione della privacy.
Nel frattempo, nella sanità aquilana continua il ritorno alla normalità, dopo un mese di disagi nelle strutture sanitarie della provincia dovuti al blocco dei sistemi informatici. Già pochi giorni dopo l’attacco – uscito allo scoperto il 3 maggio – la Asl aveva riattivato il servizio del Cup. Poi i laboratori di analisi e la Radioterapia erano tornati a regime. Nei giorni scorsi è stato ripristinato anche il sistema gestionale dei Pronto soccorso. Mentre i tecnici sono al lavoro per trasferire l’archivio dai server fisici attaccati dagli hacker al “cloud” digitale del Polo strategico nazionale.
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