Borse di studio in memoria degli studenti

L’AQUILA. Si è tenuta ieri mattina, a Palazzo Camponeschi, la conferenza stampa di presentazione della IX edizione del premio nazionale “Avus 6 aprile 2009”, dedicato alla memoria degli studenti e...
L’AQUILA. Si è tenuta ieri mattina, a Palazzo Camponeschi, la conferenza stampa di presentazione della IX edizione del premio nazionale “Avus 6 aprile 2009”, dedicato alla memoria degli studenti e delle studentesse fuori sede morti nel terremoto dell’Aquila. Nato dalla pubblicazione del libro “Macerie dentro e fuori”, scritto dal giornalista Rai Umberto Braccili insieme ai genitori di 13 ragazzi deceduti la notte del 6 aprile, il premio è promosso dalla onlus Avus (Associazione vittime universitarie del sisma), dall’Università dell’Aquila e dal Gran Sasso Science Institute e viene assegnato alla migliore tesi magistrale incentrata sulla prevenzione sismica e sugli aspetti ingegneristici, sociali ed economici legati alla gestione del rischio sismico e alla resilienza delle popolazioni e dei territori. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente dell’associazione Avus Sergio Bianchi, i rettori dell’Università e del Gssi, rispettivamente Edoardo Alesse ed Eugenio Coccia, la già rettrice Paola Inverardi e, l’assessore Fabrizia Aquilio in rappresentanza del Comune dell’Aquila. Il premio consiste in un assegno del valore di 3mila euro, ma il numero e l’entità dei premi potranno crescere in funzione di donazioni o contributi provenienti da enti, associazioni e privati cittadini sensibili al tema della prevenzione del rischio sismico. Sono oltre 160 le tesi pervenute nelle passate otto edizioni. I lavori che si sono aggiudicati il primo premio saranno raccolti in un volume di prossima pubblicazione curato dalla Sigea, la Società italiana di Geologia ambientale. Il bando 2022 è disponibile sul sito dell’Università dell’Aquila. Le domande di partecipazione per la nona edizione vanno inviate entro il 17 gennaio 2022. La cerimonia di premiazione si terrà il 4 aprile alla Camera dei Deputati. «Il nostro obiettivo, quando siamo nati, non era solo quello di tenere viva l’attenzione su quello che è accaduto all’Aquila» ha affermato Bianchi «ma anche di creare qualcosa che fosse d’aiuto ai giovani. In questi anni il premio è cresciuto molto, ottenendo risultati che non ci aspettavamo. Vuol dire che stiamo onorando bene l’impegno che abbiamo preso. E anche se quello che abbiamo perso non ci verrà mai restituito, è un dovere per noi continuare».

