Bosco urbano con il baratto delle case

Progetto dell’Ance presentato al Comune: riqualificare 3 km sotto il ponte A24 in cambio delle abitazioni equivalenti
L’AQUILA. Bosco urbano e Baratto amministrativo. Sono due facce della stessa medaglia, che però non hanno messo pace tra Ance e Comune: l’ascia non è stata ancora seppellita e ieri mattina, nonostante toni concilianti, non c’è stata grande soddisfazione, al termine della presentazione del progetto del Bosco urbano, da parte dell’Associazione costruttori dell’Aquila, per l’accoglienza – a dire poco – fredda del Comune.
Al tavolo di Palazzo Fibbioni erano seduti il presidente provinciale dell’Ance, Ettore Barattelli, il vicesindaco e assessore comunale alle Opere pubbliche, Guido Liris, e il responsabile del settore Urbanistica Ance, Fabio Andreassi, ordinario di Urbanistica all’Università di Sassari, che ha progettato il Bosco urbano.
Più che di progetto, l’assessore Liris ha parlato di «idea», di «suggestione», perché «ringrazio l’Ance, anche a nome del sindaco Pierluigi Biondi e dell’intera amministrazione, ma a decidere sarà sempre e soltanto il Comune su ciò che bisogna fare del territorio».
Il Bosco urbano sarebbe la «ricostruzione sociale», come ha detto Andreassi, che consisterebbe nella qualificazione urbanistica dell’area sotto il ponte dell’autostrada A24, da Est a Ovest, lungo un tracciato di 3 km.
Un progetto che prevede aree verdi, percorsi ciclabili e pedonali, che danno fino al fiume Aterno ricongiungendosi con la Mausonia e coinvolgendo anche l’area sanitaria intorno all’ospedale. Ma anche l’utilizzo dei piloni come pareti per le arrampicate e palestre per i bambini, sempre a livello di spazi aperti.
Ma ciò che ha reso il progetto una «suggestione», è soprattutto la proposta dell’Ance, che vorrebbe andare incontro al Comune e provare a risolvere il problema dei 500 appartamenti che l’ente si ritrova sul groppone con la legge sulle abitazioni equivalenti e l’intero insediamento del Progetto Case e Map.
In pratica la proposta formulata da Barattelli e Andreassi sarebbe la seguente: siccome il Comune ha difficoltà con le 500 unità immobiliari e gli alloggi di emergenza sismica, se li prenderebbero i costruttori in cambio della realizzazione del progetto Bosco urbano.
È qui che Liris ha cominciato a parlare più di «suggestione», che di progetto vero e proprio, ribadendo il ruolo del Comune: «Io non posso fare altro che prendere questa “suggestione” e riportarla alla cabina di regia, costituita anche da altri colleghi di giunta dell’Urbanistica, dell’Ambiente, della Viabilità, oltre che dal sindaco Biondi», ha detto Liris, «e sarà soltanto il Comune a decidere».
«Il progetto», ha spiegato Andreassi, «si divide in sette ambiti, che coinvolgono l’autostrada A24, le Ferrovie, la Mausonia, il fiume, l’area commerciale e l’ex polo elettronico, con la possibilità di poter spostare il casello autostradale dell’Aquila Ovest e un dialogo aperto con il “monte della salute” dell’ospedale».
«Abbiamo risposto alla lettera del sindaco Biondi, che ha chiesto di fornire proposte e idee per la città. Questo progetto, e ne abbiamo pronti altri 13, è la base che potrà permettere al Comune di accedere a finanziamenti e bandi europei. Se i tempi saranno lunghi, però, il Comune ha in cassaforte Progetto Case, Map e abitazioni equivalenti, che da problema potrebbero diventare risorsa», ha sottolineato Barattelli. «Vedremo se dare seguito a quella che oggi è una suggestione, a questo “Baratto amministrativo”», ha concluso Liris.
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