Botta e risposta Lega-Pd «Una follia». «Che autogol»

10 Maggio 2020

L’AQUILA. «È follia pensare di trasferire fino a cento migranti da sottoporre in quarantena, in un paese di 80 abitanti, tra cui molti anziani, con il centro storico ancora distrutto dopo il...

L’AQUILA. «È follia pensare di trasferire fino a cento migranti da sottoporre in quarantena, in un paese di 80 abitanti, tra cui molti anziani, con il centro storico ancora distrutto dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 e dove c’è un solo dipendente part-time in convenzione con il Comune dell’Aquila». Così il sindaco di Carapelle Calvisio, Domenico Di Cesare, da anni primo cittadino del piccolo comune al centro dell’attenzione per il caso del presunto arrivo di migranti da sottoporre a quarantena. Il sindaco di centrodestra lo ha ribadito ai vertici nazionali e locali della Lega, in particolare il vicesegretario Andrea Crippa e il coordinatore regionale, il deputato aquilano Luigi D'Eramo. Intanto il sindaco ha scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio (FdI), all’Asl dell'Aquila, all'assessore regionale al Sociale, Piero Fioretti (Lega), dopo aver saputo «della richiesta della prefettura che ha come oggetto il reperimento di strutture da adibire all’accoglienza dei migranti per la sorveglianza sanitaria e che chiede alla Regione di verificare l'idoneità sotto l’aspetto sanitario a garantire le previste misure di sicurezza». «Come responsabile della salute dei miei concittadini, ho spiegato alla Regione che il Comune non è a conoscenza della volontà di trasferire migranti, e ho chiesto spiegazioni sottolineando che non abbiamo una situazione adeguata per la sorveglianza sanitaria». Di Cesare chiarisce che la struttura è di proprietà della parrocchia Sacro Cuore di Pescara, «in passato utilizzata per accogliere gruppi cattolici, boy scout e famiglie per l’estate. Se mi avessero chiesto, avrei detto che non ho neppure un vigile urbano e nella struttura non c’è neppure una recinzione per contenere i migranti, che potrebbero finire nel centro storico, danneggiato e quindi pericoloso».
Ieri si è scatenata la polemica sull’argomento, a cominciare dal Pd che ha risposto alla Lega. «Il coordinatore regionale leghista, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, ha commesso uno dei più classici autogol, visto che la struttura di Carapelle Calvisio è stata indicata alla prefettura dal Dipartimento Lavoro e Sociale della Regione, che fa capo all’assessore salviniano Fioretti». Così in una nota il Partito Democratico. Immediata la controreplica della Lega: «Il Pd è sempre menzognero e dannoso per i cittadini abruzzesi: il servizio Programmazione sociale della Regione, quale atto dovuto, ha diffuso nella stessa giornata, il 22 aprile, in cui è stata inviata, la nota della prefettura dell’Aquila ai partner degli interventi Fami a favore degli immigrati di tutto il territorio regionale. A seguito della comunicazione, il servizio sociale ha ricevuto un’unica mail di disponibilità (rimasta tale fino al 27 aprile) da parte di un responsabile Caritas e ha provveduto a inoltrare la mail ricevuta, quale semplice passa carte obbligato, alla prefettura».
«Siamo assolutamente contrari all’invio di decine e decine di migranti in una comunità di 84 abitanti, con una media di sessant’anni e dove si fa fatica a garantire persino i servizi essenziali», ha detto il vicesegretario nazionale della Lega, il deputato lombardo Andrea Crippa, in visita all’Aquila. «La Regione non ha alcun potere decisionale sull’arrivo di migranti sul proprio territorio, ma deve semplicemente limitarsi a fornire le informazioni richieste dalla prefettura, dalle quali non può certo esimersi», ha detto D’Eramo.
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