Botte dalla baby gang, bulli identificati

Continuano le indagini a Paganica: hanno un nome alcuni dei sette ragazzini autori dell’aggressione ai danni di un 15enne
L’AQUILA. Identificati altri componenti della baby gang di Paganica. Proseguono spedite le indagini dei carabinieri per fare luce sulla brutale aggressione di martedì ai danni di un 15enne da parte di un gruppo di sette coetanei (cinque albanesi e due italiani), tutti minorenni.
I militari dell’Arma sono infatti tuttora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e accertare le responsabilità personali di un pestaggio partecipato a vario titolo dagli autori, tra chi teneva fermo il 15enne impedendogli di difendersi, chi la colpiva con calci e pugni e chi si sarebbe invece limitato ad assistere senza intervenire.
L’aggressione, avvenuta in pieno giorno nei pressi della Villa comunale di Paganica, sarebbe però cominciata alla vicina fermata dell’autobus, in piazza, laddove il 15enne sarebbe stato trascinato giù da un mezzo pubblico contro la sua volontà e poi picchiato lontano da occhi indiscreti, dopo essere stato minacciato anche con una bottiglia rotta.
E intanto si leva il coro di voci volto ad ottenere l’applicazione della misura del Daspo urbano, l’ultima delle “ricette” adottate dall’amministrazione comunale contro teppisti e violenti che da mesi tengono in scacco la città. Con 16 voti favorevoli e 9 contrari, il consiglio comunale dell’Aquila aveva, infatti, approvato appena 24 ore prima la modifica al regolamento di polizia municipale che inserisce proprio le fermate degli autobus e le piazze delle frazioni, oltre a parchi e giardini pubblici, tra le nuove aree sensibili entro le quali il questore può emettere un provvedimento di Daspo a carico di chiunque turbi il decoro e la vivibilità di quei luoghi.
Una volta chiuse le indagini, il fascicolo passerà poi nelle mani del Tribunale per i minorenni, cui compete la decisione sulle sorti dei soggetti coinvolti nel pestaggio a Paganica.
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