Botte e docce gelate, arrestati madre e figlio

Orrore nel centro di accoglienza di Canistro: incastrati dai video girati dai ragazzi. Il loro legale: «Sono ospiti pericolosi»
CANISTRO. Nella casa dal nome fantastico non volavano sogni, ma botte, insulti, minacce e punizioni, sia di giorno che di notte.
Come quelle filmate dai telefonini degli ospiti dell’Isola che non c’è in via Santa Croce a Canistro, centro di accoglienza per minorenni che arrivavano dall’Africa.
Le accuse hanno portato all’arresto di madre e figlio, entrambi di Luco: Carmela Natalina Venditti, 52 anni, e Francesco Palma, 27enne, si trovano ai domiciliari. Per il gip Maria Proia si sono resi protagonisti di una «condotta criminosa commessa con crudeltà, per motivi abietti e futili».
FUGA E DENUNCIA. Almeno dieci gli episodi contestati dalla Procura di Avezzano e che fanno riferimento a presunti maltrattamenti avvenuti nel 2016 nella casa di accoglienza gestita dalla cooperativa sociale L’arca.
Le indagini della squadra mobile dell’Aquila sono iniziate dopo una denuncia presentata alla questura di Roma.
Nella capitale gli agenti hanno fermato un gruppo di extracomunitari che ha raccontato di essere fuggito da una casa famiglia nella provincia dell’Aquila poiché sottoposto a continue violenze, fisiche e psicologiche. Le successive indagini della Mobile dell’Aquila, coordinata da Tommaso Niglio, hanno raccolto ulteriori prove a carico dei due operatori della struttura.
E sono spuntati i filmati. Carmela Venditti lavorava di giorno, mentre il figlio era in servizio di notte.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Guido Cocco.
PUNIZIONI E BOTTE. Stando alle accuse, in un’occasione, dopo una lite tra un minore egiziano e un nigeriano, il primo «è stato costretto a uscire in giardino, a spogliarsi, rimanendo in mutande, e a farsi la doccia con l’acqua gelata in piena notte, esposto al freddo dell’esterno, costringendolo a rimanere lì per alcuni minuti subito dopo la doccia».
Un giorno, uno degli operatori vedeva un ospite giocare a pallone in piazza e riferiva l’accaduto alla Venditti, che «disponeva, per punizione, per due sere di seguito, che al minore non venisse servita la cena».
«TI TAGLIO LA GOLA». Un’altra volta mentre un giovane si trovava nella sua stanza coricato sul letto, Palma lo apostrofava.
«Innanzitutto comincia ad abbassare lo sguardo, hai capito e non fare lo spaccone con me, non mi guardare così: devi stare buono, ti spacco la faccia, ti taglio la gola, qua non stai in Egitto».
Accompagnando tali minacce «con una serie di ceffoni sul capo della persona offesa».
Rivolgendosi poi ad un altro extracomunitario presente nella stanza con le seguenti parole: «Digli che gli taglio la gola».
Altre punizioni, secondo le accuse, sono consistite nel non dare la paga settimanale agli ospiti (10 euro), obbligandoli però a sottoscrivere le ricevute.
OPERATORI ESTRANEI. Nella struttura, diretta da Alessandra Palermini, moglie dell’ex sindaco di Canistro, Antonio Di Paolo, lavorano altri sei operatori. Tutti ignari di quanto sarebbe accuduto, come accertato dagli investigatori.
PARLA LA DIFESA. Gli stessi arrestati, attraverso il loro legale, l’avvocato Leonardo Casciere, respingono le contestazioni della Procura.
«Gli ospiti in questione sono personaggi minorenni, ma estremamente pericolosi», sottolinea Casciere, «basta ricordare il fatto che ha coinvolto una operatrice, che ha lasciato il lavoro dopo essere stata colpita con una cinghia. Ci sono stati degli episodi di durezza, ma sempre proporzionati alle azioni compiute dai minor, che è bene ricordare hanno 16 o 17 anni».
«In quattro, cinque occasioni sono stati chiamati i carabinieri», conclude l’avvocato Casciere, «dimostreremo l’estraneità dei fatti nei tempi e nei modi dovuti».
SCOMODO PRECEDENTE. Palma, anni fa, fu coinvolto nell’inchiesta sui giustizieri fai-da-te a Luco, giovani coinvolti in presunti pestaggi di immigrati. Fatti che videro sott’inchiesta anche Luigi Palma, agente di polizia e figlio dell’ex sindaco Domenico. Gli imputati furono assolti per alcuni reati e prosciolti per remissione di querela per altri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

