Botte razziste, c’è il colpo di scena

16 Ottobre 2014

Un testimone soffre di amnesia e non ricorda, l’altro è irreperibile

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Incidente probatorio per le presunte aggressioni razziste nei confronti di marocchini a San Benedetto. Il testimone marocchino, però, non parla perché soffre di amnesia. Ad accertarlo un certificato medico presentato in tribunale al momento della deposizione. Un altro straniero, invece, non si è presentato e sarà eseguito un ordine coatto di testimonianza. Entrambi dovevano comparire davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia. Il primo non ha potuto però parlare a causa della patologia che gli impedisce di ricordare. La vicenda riguarda il connazionale Ahmed Bouhachim, investito e finito in ospedale con tibia e perone rotti. Il presunto investitore è Fabio Sante Mostacci (23) che, secondo l’accusa, era alla guida della sua Seat Ibiza. Karim Salah (34), avrebbe invece subìto l’aggressione perché con la sua famiglia chiedeva di evitare schiamazzi notturni sotto casa sua. Per tale motivo avrebbe rimproverato il gruppo di giovani e ciò avrebbe portato a una reazione inaspettata da parte del gruppo. Gli altri presunti aggressori indagati sono Mario Porreca (19), Cristian Iacobacci (20), Nello Del Gizzi (22), Dionisio Toracchio, 25 anni, tutti residenti a San Benedetto dei Marsi. Inquisito anche un carabiniere di Pescina, Alessandro Ferzoco (35). Un anno fa si era tenuto un incidente probatorio. Avevano parlato davanti al gip, Ahmed Bouhachim, l’investito, e il presunto investitore, Mostacci. A luglio scorso l’udienza era saltata. Dietro alla vicenda, secondo l’accusa, ci sarebbero motivazioni di odio razziale nei confronti dei magrebini, assistiti dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Callisto e Berardino Terra, Franco Colucci, Pasquale Milo, Antonio Caputi, Filippo Trinchini, Carlo Bonsano, Quirino D’Orazio, Mario Flammini. (p.g.)

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