Bottiglie di acqua minerale prodotte dalla Medibev

20 Ottobre 2016

Via libera della Regione al bando per l’affidamento dell’attività di estrazione Il manager Tiozzo: nell’arco di cinque mesi sarà tutto pronto per la vendita

SULMONA. Via libera all'imbottigliamento dell’acqua minerale alla Medibev. La Mediterranea bevande del gruppo Refresco, che ha rilevato il sito dell’ex Campari, incassa finalmente l’ok della Regione al bando di affidamento dell’estrazione dal pozzo trovato all’interno della fabbrica nella zona industriale. La pubblicazione è attesa a giorni e le bottiglie dovrebbero entrare in commercio tra quattro o cinque mesi, il tempo necessario per la fine dell’iter. In verità l’acqua sulmonese sarebbe già dovuta essere in vendita dall’estate scorsa, ma la burocrazia ha rallentato ogni piano di investimento e ingessato una delle poche realtà produttive importanti rimaste in città. Conferma la pubblicazione del bando Tullio Tiozzo, giovane manager del gruppo con base nello stabilimento di Caslino al Piano (Como), dopo l’incontro dei giorni scorsi in Regione.

«Finalmente dopo più di un anno è arrivata la conclusione di un lungo iter», annuncia l’imprenditore, «ora, dopo i tempi tecnici, in quattro o cinque mesi le bottiglie di acqua minerale saranno pronte. È per noi un grosso risultato, che porterà nuovi investimenti, anche se per ora continuiamo coi numeri contenuti nel piano industriale». L’azienda, dopo aver ottenuto un prima via libera dalla Regione a giugno del 2014, contava di partire con l’imbottigliamento entro l’estate 2015, come avevano annunciato a marzo i vertici europei in visita in città. Secondo l’ultimo cronoprogramma, infine, le bottiglie di acqua minerale sulmonese sarebbero dovute essere in produzione da questa estate. Obiettivo non raggiunto anche questa volta per via delle solite e infinite lungaggini burocratiche, con le pratiche autorizzative che si perdono fra i vari uffici ed enti competenti. Ora la Regione pubblicherà il bando pubblico per il via libera all’imbottigliamento, come la legge prevede. Dalla pubblicazione del bando, però, dovranno passare altri sei mesi circa. Il gruppo, con cinque stabilimenti in Italia e in Inghilterra (altri si trovano in Belgio, Olanda, Germania, Francia, Polonia, Finlandia e Benelux), continua a scommettere sul Centro Abruzzo. Rappresentando una delle poche eccezioni fra i capannoni fantasma della zona industriale, l’azienda ha già all’attivo tre linee di produzione (lattine, vetro e pet) e viaggia sui 280 milioni di pezzi all’anno. Da aprile del 2013, infatti, quando è stata riavviata la produzione, su viale del Commercio è tornato il viavai dei camion. Si è partiti con le lattine, a cui si sono aggiunti in seguito vetro e plastica (coi diversi formati pet), per un investimento di circa 11 milioni. A regime lo stabilimento produce 300 milioni di pezzi all’anno. Numeri hanno portato nel primo anno e mezzo alla riassunzione di 40 persone, una quindicina dell’ex Campari, poi salite a 60, con contratti a termine per la nuova linea.

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