Braccialetto elettronico e domiciliari al giovane che ha sparato all’ex carabiniere
La sua fidanzata, con la quale vive, sta per partorire. Inoltre, il giovane non risiede nel luogo in cui ha consumato il reato. Con queste motivazioni, dopo nemmeno una settimana, il gip Maria Proia,...
La sua fidanzata, con la quale vive, sta per partorire. Inoltre, il giovane non risiede nel luogo in cui ha consumato il reato. Con queste motivazioni, dopo nemmeno una settimana, il gip Maria Proia, accogliendo la tesi difensiva dell’avvocato Antonio Pascale, ha cambiato la misura cautelare nei confronti di Daniele Luce, 28enne che risiede a Sant’Anatolia di Borgorose, nel Reatino.
Luce è stato arrestato dopo mesi di indagini dei carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, agli ordini del capitano Edoardo Commandè.
Le accuse sono: tentato omicidio aggravato e premeditato, porto abusivo di armi da fuoco, fabbricazione di ordigni esplosivi e favoreggiamento della prostituzione. I fatti risalgono a novembre dello scorso anno, quando di notte, Luce esplose tre ordigni. Un agguato in piena regola. Il tutto per attirare fuori dalla propria casa un ex brigadiere dell’Arma dei carabinieri, Raimondo Di Lorenzo. Subito dopo, Luce è accusato di avere esploso due colpi di fucile, uno dei quali ferì al volto Di Lorenzo. A tradire il 28enne è stata un’intercettazione ambientale mentre era nella sua auto con un’altra persona alla quale confidò che le forze dell’ordine non lo fermavano per paura, perché aveva sparato a un carabiniere. Luce torna a casa, ai domiciliari, con il braccialetto elettronico. (m.t.)

