Braccio di ferro sui lavori Ecco quelli dell’era Cialente

Tagli di nastri e attribuzioni di meriti nello scontro tra destra e sinistra Il capogruppo Pd Palumbo: «Alla prima delibera di Biondi faremo una festa»
L’AQUILA. «Ce l’ho, mi manca». La diatriba tra destra e sinistra, che negli ultimi tempi viene propinata praticamente ogni giorno agli aquilani, è del tutto simile a quello che accade coi bambini davanti a un album di figurine, o alla cartina geografica del Risiko. Tra “territori”, “obiettivi” e “carte jolly”, destra e sinistra si giocano la prima parte di consiliatura con una battaglia verbale senza esclusione di colpi. Una contrapposizione tutta interna al Comune, con qualche puntata fuori porta come l’ultimo duello sulla paternità dell’emendamento al decreto fiscale, che ha visto contrapposti da un lato la senatrice Pd Stefania Pezzopane («il sindaco non ringrazia») e dall’altro il sindaco Pierluigi Biondi («l’emendamento è mio come idea e lo ha scritto il direttore del Demanio»).
MIO E TUO. Ovviamente, nel circo Barnum del dibattito quotidiano, e dei conseguenti sproloqui social, ciascuno potrà farsi la sua idea. Cioè se quella rotatoria sia farina del sacco di Cialente, di Biondi o di altri. Eppure, a scorrere i dati (risalenti ad aprile 2017) del settore ricostruzione pubblica si evince che, tra le principali opere in corso – gli interventi per la manutenzione straordinaria sul Progetto Case e la rivoluzione della viabilità e della sicurezza stradale, per stare agli ultimi due grossi motivi di scontro – si tratta di roba vecchia. Per il Progetto Case si è alla fase di «gara aggiudicata», mentre per viabilità e parcheggi si tratta di «lavori in corso». Stando alla tabella (riportata in alto) la vecchia amministrazione ha lasciato 877mila euro per Paganica 2; 735mila per Bazzano e Coppito 3; 900mila per Sant’Antonio e Preturo e altrettanti per Paganica e Bazzano. Sulle rotatorie di Santa Barbara (e altre), lavori di viabilità, strade varie, manto stradale e interventi su Paganica il Comune (vecchia giunta), come stazione appaltante, risulta aver concluso l’iter che libera 1,8 milioni.
BRACCIO DI FERRO. E così, i recenti interventi di sindaco e vicesindaco sono finiti nel mirino dell’opposizione. Stefano Palumbo, capogruppo Pd in consiglio comunale, ha accusato Liris di aver assunto «le fattezze di un rivendicatore seriale. Liris attende al varco l’intervento programmato, lo rivendica, e accusa la precedente amministrazione, che lo aveva predisposto, di non avere fatto nulla. Non mi soffermerò», spiega Palumbo, «sulle opere già fatte e portate a compimento per 470 milioni dal 2013-2017. Mi limito a osservare, alla luce delle polemiche di questi giorni, che molti degli annunci che la destra si è attribuita, a partire dal Progetto Case per cui si è detto “abbiamo trovato tre milioni” si riferiscono a situazioni programmate, progettate, finanziate e appaltate, dunque già definite, dalla precedente amministrazione. Stesso discorso per Paganica, Poggio Santa Maria, Santa Barbara e tutto il resto. Comprese le rotatorie. Non scandalizza che un assessore della nuova giunta annunci i lavori, si può passare sopra ai mancati ringraziamenti, ma essere presi in giro con frasi del tipo “finalmente, dopo anni di degrado, abbiamo sbloccato i lavori” è francamente troppo. Quando il centrodestra farà la prima delibera festeggeremo insieme».
LE OPERE IN CORSO. Tra le opere in corso (o con gara di appalto aggiudicata), con il Comune come stazione appaltante, sono stati inseriti gli interventi su parte del cimitero, il cinema Massimo, il Palasport di viale Ovidio, Palazzo Margherita, fino al ponte pedonale sull’Aterno a Coppito. Dell’elenco fanno parte anche i 18 milioni per il Parco urbano di piazza d’Armi (area di 95.604 metri quadrati, teatro da 3.700 metri quadrati, parcheggio interrato per 12.700 metri quadrati ed edificio direzionale da mille metri quadrati) che, pur essendo indicato curiosamente con la dicitura «lavori in corso», non ha visto ancora il via. Spunto buono, questo, per un prossimo botta e risposta tra destra e sinistra. Che, come nel Risiko, fanno a gara a chi raggiunge per primo il proprio obiettivo segreto.
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