Bracco: «Sulla Neurochirurgia ci sono state solo promesse»

9 Maggio 2017

AVEZZANO. Nuova polemica sulla chiusura del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano. A sollevarla, stavolta, è Leandro Bracco, consigliere regionale di Sinistra italiana. «Questa volta,...

AVEZZANO. Nuova polemica sulla chiusura del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano. A sollevarla, stavolta, è Leandro Bracco, consigliere regionale di Sinistra italiana. «Questa volta, appesa a un filo, c’è la vita di una giovane madre che mercoledì scorso ha partorito il suo secondogenito e due giorni dopo, mentre si trovava ancora ricoverata, ha avuto una gravissima ischemia», esordisce Bracco, facendo riferimento alla vicenda di V.A., la 32enne di Avezzano trasferita al San Salvatore dell’Aquila. «All’ospedale di Avezzano», prosegue Bracco, «non è presente la neurochirurgia e per la 32enne è stato necessario un disperato trasferimento all’Aquila. Anche qui è stata accolta da ottimi professionisti che stanno facendo di tutto per riportarla all’affetto dei suoi cari. È impensabile che un’urgenza possa essere gestita su una distanza di circa 60 chilometri con un tempo di percorrenza che se tutto va bene sfiora i 45 minuti. L’urgenza infatti si gestisce sì con professionisti, ma soprattutto con una struttura in grado di reggere qualsiasi tipo di emergenza. Nonostante le continue rassicurazione di Asl e politica locale, i cittadini sono consapevoli del fatto che il reparto non esiste».
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