Branchesi “madrina” del successo

Quello dell’astrofisica è tra i nomi più noti, suoi gli studi sulle onde gravitazionali
L’AQUILA. È uno dei nomi più noti del Gssi. La sua storia ha fatto il giro del mondo «per la sua visione nel collegare l’astronomia osservativa e la fisica sperimentale delle onde gravitazionali, che ha anticipato la maestosa scoperta denominata GW170817, quando un lampo di luce multicolore è stato emesso in concomitanza con il segnale di onda gravitazionale a lungo ricercato». Per questo Marica Branchesi, 45 anni, oggi professore ordinario del Gssi, ha ottenuto, nel 2020, il premio Occhialini: due anni prima aveva ricevuto il premio Sigrav, riservato ai giovani ricercatori che hanno svolto studi di particolare interesse nel campo. Nel 2017 è stata inclusa in Nature’s 10, la lista annuale di dieci persone che contano nella scienza. Branchesi è una delle eccellenze del Gssi: presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di astrofisica e membro del Comitato consultivo scientifico dell’AstroParticle Physics European Consortium (Appec). È presidente dell’Einstein Telescope Observation Science Board per sviluppare la scienza del rivelatore di onde gravitazionali di terza generazione, è anche all’interno della Virgo Collaboration. Il suo interesse scientifico risiede nell’astrofisica che governa l’emissione, la formazione e l’evoluzione dei buchi neri e delle stelle di neutroni. (m.p.)

