Branchesi nell’olimpo della ricerca francese: è la scienziata del Gssi

L’astrofisica entra in un gruppo di dieci con un premio Nobel Il riconoscimento è per il suo studio delle onde gravitazionali
L’AQUILA. L’Aquila e il Gssi entrano nell’Olimpo della ricerca pubblica francese. L’astrofisica Marica Branchesi, docente di astrofisica al Gran Sasso Science Institute, è stata designata, insieme ad altri nove scienziati, tra cui il Premio Nobel per la Fisica Saul Perlmutter e Francesco Dell’Isola, ricercatore in meccanica teorica presso l’Università degli Studi dell’Aquila, “Fellow-Ambassador” del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica. Il Cnrs è la più grande e importante organizzazione di ricerca pubblica francese, tra le più rinomate a livello internazionale. La posizione di “Fellow-Ambassador” si lega alla tradizione accademica degli eminenti “visiting professor” ovvero prestigiosi ricercatori, invitati tramite proposte degli istituti del Cnrs, che si impegnano a trascorrere almeno un mese all’anno, per un periodo di tre anni, in uno o più laboratori in Francia. La Branchesi sarà chiamata a supervisionare studenti di dottorato, post-doc o giovani ricercatori, e a contribuire alla visibilità e all’influenza del Cnrs. Tutti gli ambasciatori hanno posizioni permanenti all’estero, oltre ad avere relazioni scientifiche sostanziali con gli scienziati francesi. Il prestigioso incarico è stato ottenuto dalla Branchesi anche per il suo ruolo di primo piano nella collaborazione Virgo, in particolare nello strumento Advanced Virgo, cofinanziato dal Cnrs in Francia e dall'Infn in Italia. Proprio con il progetto internazionale Ligo/Virgo, la scienziata ha approfondito la fisica delle onde gravitazionali e i segnali elettromagnetici associati alle sorgenti di segnali gravitazionali. Branchesi, che è anche vice presidente della commissione di astrofisica delle onde gravitazionali della International Astronomical Union e membro del Comitato internazionale per le onde gravitazionali, nel 2016 ha ricevuto il premio Breakthrough Prize per aver collaborato alla scoperta delle onde gravitazionali che conferma, a 100 anni di distanza, quanto ipotizzato da Albert Einstein. La sua attività di ricerca è finalizzata allo sviluppo dell'astronomia multi-messaggera, che utilizza osservazioni elettromagnetiche e onde gravitazionali per comprendere i fenomeni più energetici dell’Universo.
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