Bruciano nella notte tre auto del sindaco

13 Febbraio 2016

L’allarme scatta poco dopo la mezzanotte, residenti terrorizzati da scoppi e fiamme. Di Marco Testa: non piegherò la testa

TAGLIACOZZO. Un attentato incendiario in piena regola, con tre auto completamente distrutte dalle fiamme, tutte di proprietà del sindaco della città dell’obelisco. È stata una notte di terrore, quella dei residenti di via Vittorio Veneto, svegliati intorno a mezzanotte e mezza, dal rumore di un’auto esplosa. A bruciare sono state un’Alfa 156, una Fiat 500 e una Mini Cooper, tutte della famiglia del sindaco Maurizio Di Marco Testa, anche maresciallo della Finanza. «Non ho nemici, non so chi possa aver fatto una cosa del genere» dice Di Marco Testa, alle prime persone che si avvicinano, «a Tagliacozzo una cosa del genere non si era mai vista». Un concetto ribadito anche il giorno dopo, quando precisa: «Non piegherò mai la testa. Si tratta di un gesto intimidatorio ben preciso che reca danno all’immagine della città». Mentre i vigili del fuoco lavorano per spegnere le fiamme il sindaco è insieme alla moglie Gabriella e alla figlia Ilaria. Si abbracciano e hanno espressioni incredule. Le tre auto si trovavano parcheggiate di fronte alla casa del sindaco, che si trova all’incrocio con via Garibaldi. Si tratta di una strada a senso unico, che si chiude con una scalinata. È difficile credere che chi ha agito lo abbia fatto mentre era alla guida di un’auto. All’imbocco della strada, degli anziani sono sulla porta e chiedono cosa sia successo. L’odore è nauseabondo. Nella palazzina di fronte le tapparelle sono tutte abbassate, tanto che sembra uno stabile disabitato. Una ragazza che ci abita, invece, ha lanciato l’allarme su Facebook, aggiornando i tagliacozzani su cosa fosse accaduto. I pompieri hanno lavorato due ore per spegnere le fiamme e rimettere in sicurezza l’area. Sul posto la squadra del distaccamento di Avezzano, coordinata da Tonino Di Benedetto. Subito sul posto, il comandante della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo, Edoardo Commandè, insieme al luogotenente Marco Romano, a capo del nucleo operativo. Una decina di militari lavora insieme ai vigili del fuoco, a cercare eventuali ordigni o residui, lasciati eventualmente nella zona. L’innesco probabilmente è rimasto bruciato nel rogo e quindi sarà difficile trovare qualcosa di utile per accertare le cause dell’incendio.

Saranno acquisite le immagini della videosorveglianza della vicina banca. Il Comune è dotato di alcuni apparecchi ma che non puntano in quella zona.

I militari, coordinati dal colonnello Antonio Servedio, ieri hanno lavorato tutto il giorno sul caso. Nessuna pista è esclusa per risolvere quest’incresciosa vicenda legata al sindaco, già coinvolto in una vicenda giudiziaria ancora in corso, che lo vede iscritto nel registro degli indagati in un’inchiesta legata agli appalti concessi dal Comune.

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