Bruciata l’auto del latitante Le Donne

27 Dicembre 2019

Per gli inquirenti è una chiara intimidazione, il sulmonese coinvolto nella maxi retata antidroga è in fuga da ottobre  

SULMONA. Hanno approfittato della sua latitanza per colpirlo, incendiandogli l’auto e il motorino che aveva parcheggiato sotto il condominio dove abitano i genitori. Secondo i carabinieri è un chiaro messaggio intimidatorio quello fatto arrivare nella notte di Natale a Massimiliano Le Donne, il sulmonese latitante dall’ottobre scorso, da quando la Guardia di finanza gli ha fatto saltare l’operazione che aveva organizzato fin nei minimi dettagli per portare in Valle Peligna 15 chili di marijuana e 1 chilo e mezzo di cocaina facendoli recapitare tramite un corriere romano nel garage dell’economo del Comune, Armando Di Pietro. Erano da poco passate le 4 di mattina quando nel cortile del palazzo al 55 di via della Circonvallazione occidentale si è alzata una colonna di fumo nero che ha invaso in pochi attimi l’intero isolato. La Fiat 500 di Le Donne avvolta dalle fiamme e i residenti preoccupati dal fuoco che, minaccioso, stava attaccando l’intero stabile. Immediato è scattato l’allarme, con i pompieri e i carabinieri che in pochi minuti sono arrivati sul posto. Le fiamme sprigionate dalla Cinquecento hanno danneggiato anche due vetture parcheggiate nel piazzale: una Citroen C3 è una Opel Astra, oltre al motorino di Le Donne, lasciato in sosta affianco dell’auto. Carbonizzato anche il portone in legno del garage davanti al quale era parcheggiata la Cinquecento del latitante. Fumo e fuliggine hanno provocato danni anche alla facciata annerita dal fumo e dalle fiamme sprigionate dall’incendio. Così come sono stati danneggiati quasi tutti i balconi del condominio con i proprietari che hanno dovuto faticare non poco per ripulirli da cenere e residui di gomma e vernice. Gli investigatori non hanno dubbi sull’origine dolosa. E fanno risalire l’attentato all’operazione antidroga nella quale è coinvolto il latitante. A cui è stato voluto mandare un chiaro segnale intimidatorio. Motivo che li ha portati a mettermi i sigilli all’auto incendiata che è stata posta sotto sequestro giudiziario. Nel frattempo prosegue l’inchiesta della guardia di finanza che vede coinvolte al momento, cinque persone: l’economo del Comune, Armando Di Pietro, il corriere romano Adriano Esposito, che ha portato l’ingente quantitativo di droga da Roma in Valle Peligna, Daniela Marinilli, Guido Petrarca, i fidanzati entrambi di Sulmona. Oltre naturalmente a Le Donne, considerato dagli inquirenti il fulcro dell’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti in Valle Peligna e nel Centro Abruzzo. Alcune testimonianze che i finanzieri ritengono attendibili, avrebbero segnalato la presenza di Le Donne in Inghilterra, ospite a Londra di un sulmonese coinvolto anche lui in numerose vicende di droga.
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