Bruciata la Bibbia in chiesa Vandali profanano l’altare

Magliano de’ Marsi, Santa Maria ad Nives è stata messa a soqquadro dai teppisti La scoperta fatta dai dipendenti del Comune. Il sindaco: spettacolo indecoroso
MAGLIANO DE’ MARSI. Santini gettati a terra, mura imbrattate e porte spaccate. Si è presentata così agli occhi degli operatori comunali la chiesa di Santa Maria ad Nives di Magliano de’ Marsi. Un luogo sacro molto caro ai residenti del rione Santa Maria, a pochi passi dal Municipio, e a tutti i maglianesi che soprattutto durante le festività fanno tappa nella chiesetta per dei momenti di preghiera. Nessuno si era accorto di quello che era accaduto fino a quando degli addetti del Comune sono andati a fare dei controlli. Non appena hanno aperto la porta si sono ritrovati davanti uno spettacolo indecoroso. La porta della sagrestia era stata spaccata e i santini sparsi a terra. L’interno della chiesa, che conta poche decine di banchi, era tutto a soqquadro. Le mura sono state imbrattate con una bomboletta spray, i banchi in parte gettati a terra tra la sporcizia e dei segnali stradali. Davanti all’altare fogli di testi sacri bruciati e l’arredo liturgico buttato qui e là. «Sinceramente resta sempre più difficile comprendere quanto accade», ha commentato il sindaco di Magliano de’ Marsi, Pasqualino Di Cristofano, non appena appresa la notizia, «eppure noi ce la stiamo mettendo tutta. Lavoriamo incessantemente ogni giorno, dalle cose più problematiche, alla più modesta ma importante attività di manutenzione e decoro urbano. Ogni nostra scelta viene calibrata su tutta la popolazione, dai più giovani ai meno giovani. Mi chiedo se tale sforzo sia minimamente compreso, se sia ritenuto, invece, scontato. Me lo chiedo perché vorrei amministrare una comunità che rema tutta dalla stessa parte, purtroppo debbo constatare che le remate controcorrente sono sempre più frequenti e preoccupanti».
Solo qualche mese fa proprio il primo cittadino Di Cristofano aveva denunciato gli atti vandalici messi a segno quella volta a danno di un campetto di calcio, uno spazio pubblico a disposizione dei giovani del paese. Anche in quel caso poi il Comune fu costretto a risistemare i danni compiuti dai teppisti.
«Quale gioia, quale emozione, quale condivisione ci può essere nel distruggere una chiesa?», ha chiesto provocatoriamente il sindaco. «Quale soddisfazione c’è nel danneggiare la nostra scuola, luogo di crescita delle future generazioni? Vogliamo iniziare a remare tutti verso la stessa direzione? Insieme è più facile, insieme è più bello, insieme arriviamo lontano. Diversamente sarà solo un cammino a ostacoli per l’intera comunità».
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