Bullismo a scuola, giovane a giudizio

Altri due imputati saranno sottoposti alla messa in prova facendo volontariato. Se la superano il reato sarà estinto
L’AQUILA. Legato in classe e sollevato dalla sedia, poi fatto cadere a terra, il tutto con lanci di vari oggetti sul volto e frasi volgari, in assenza degli insegnanti.
L’inquietante episodio di bullismo, a carico di tre ragazzi aquilani nei confronti di un loro compagno, avvenuto un paio di anni fa nell’istituto “da Vinci-Colecchi” è approdato ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni.
Diverse le strategie delle difese e diverse le decisioni del giudice che si è pronunciato sulle richieste di rinvio a giudizio per una serie di reati come lesioni che fanno riferimento all’accusa principale, gli atti persecutori. Uno di questi presunti bulli è stato rinviato a giudizio davanti al tribunale e nel processo sarà assistito dall’avvocato Marco De Paulis. Per quanto riguarda gli altri due, i loro avvocati, Maria Teresa Di Rocco e Monica Badia, hanno ottenuto l’affidamento in prova che poggia su un’ammissione di colpa almeno parziale. I due dovranno seguire un progetto rieducativo, per lo più si tratta di attività di volontariato. Se si comporteranno in ossequio agli accordi ci sarà l’estinzione del reato e, dunque, saranno pienamente riabilitati. Il giudice, dunque, con ordinanza, ha sospeso il procedimento in attesa di vagliare il comportamento degli imputati. In tal modo si blocca anche la prescrizione. La messa alla prova per imputati minorenni può avere esito positivo o negativo. Il giudice, al termine del periodo di prova, fisserà una nuova udienza a febbraio 2017, nell’ambito della quale sarà tenuto a valutare il comportamento dei minorenni e l’evoluzione della loro personalità. Più in particolare, nel caso di una valutazione positiva della messa alla prova, il giudice pronuncerà sentenza di non luogo a procedere nell’udienza preliminare.Nell’ipotesi in cui che la prova possa avere esito negativo, il processo riprenderà corso.
Il caso, quando venne alla luce, suscitò un certo scalpore viste le contestazioni: una serie di prolungate prese in giro interrotte dopo l’intervento degli insegnanti e degli stessi vertici dell’Istituto. Al ragazzo, secondo le carte degli investigatori, una volta vennero legati i polsi o le caviglie durante le attività svolte in palestra, lanciate addosso cose in aula, anche alla presenza degli insegnanti che intervennero cacciando fuori dalla classe i responsabili. Poi ci fu una denuncia e la procura della Repubblica avviò le indagini. Un caso grave anche per via del fatto che il ragazzino maltrattato aveva bisogno del sostegno.
L’aspetto positivo è che il giovane oggetto delle molestie ha continuato a frequentare la scuola con risultati positivi per la soddisfazione dei familiari e degli organismi della scuola che vigilano per evitare nuovi episodi simili in futuro. Gli imputati, adesso, sono maggiorenni.
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