Buoni spesa, denunciati altri ritardi

30 Dicembre 2020

L’opposizione accusa: «Non vengono accettati dai negozi, Bignotti si dimetta»

L'AQUILA . Non accenna a placarsi la polemica sui buoni spesa, consegnati prima di Natale, ma che i beneficiari non hanno potuto spendere nei supermercati, in quanto non ancora attivati. Sull'argomento ritorna il capogruppo di Cambiare insieme, in consiglio comunale Lelio De Santis che chiede le dimissioni dell'assessore alle politiche sociali, Francesco Cristiano Bignotti.
«Nonostante le assicurazioni e le giustificazioni dell’assessore, ieri alle 14 i supermercati della città, dalla zona ovest alla zona est, si rifiutano di accettare i buoni spesa perché ancora non utilizzabili», afferma De Santis, «vedere mamme, con figli al seguito, dopo aver riempito il carrello, dover svuotare le buste e lasciare la spesa sul banco, è un’umiliazione intollerabile per tante famiglie disagiate e una leggerezza inaccettabile da parte della giunta comunale e dell’assessore delegato al settore sociale». Secondo il consigliere, è venuto meno qualcosa nella gestione della fase operativa e nel rapporto con la società Repas, che si interfaccia con i supermercati. «Qui è mancato il ruolo attivo di Bignotti», evidenzia De Santis, «che, visti i disguidi, poteva e doveva agire sulla Repas, invece di lasciare tutto al caso. Più che giustificarsi senza fare nulla, l’assessore farebbe bene a dimettersi, tanto sul piano politico non crolla palazzo Fibbioni, visto che da sei mesi la giunta è incompleta». Critiche anche da Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva.
«Nelle ultime ventiquattro ore Bignotti ha dovuto fornire più di una spiegazione sulle confuse e maldestre direttive di stampo politico impartite al settore sociale del Comune», afferma, «ieri mattina altri cittadini hanno avuto difficoltà a poter fruire dei buoni spesa.
L’assessore ha anche liquidato con due battute la denuncia di Massimo Prosperococco sulla durata esigua del bando per i progetti di “Vita indipendente”, con una vaga promessa di proroga dei termini e di pubblicità a mezzo social. Se il settore politiche sociali è in balia di direttive improvvisate deve essere chiaro che, a farne le spese, sono sia i suoi dipendenti che i cittadini si rivolgono agli uffici, cioè i più fragili, le cui fila, come abbiamo potuto vedere solo qualche giorno fa nella Casa del volontariato, si fanno sempre più nutrite. È ora che Bignotti», conclude Romano, «fornisca risposte sugli assegni di cura, misura che garantisce un riconoscimento a coloro che, a titolo gratuito, si prendono cura in modo continuativo di un congiunto non autosufficiente a causa di una grave disabilità: si tratta di famiglie che non vedono ancora completata l’erogazione di quanto dovuto per il 2019, se si esclude un'anticipazione di cassa del solo 30% deliberata ad agosto 2020 e liquidata ad ottobre». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .