Buoni spesa, ecco come fare: le domande scadono domani

14 Maggio 2020

Caccia al secondo bando dopo la bocciatura del Comune al Tar per la famiglia non residente esclusa Le associazioni aiutano chi ha bisogno di sostegno per presentare la richiesta per via telematica

L’AQUILA. Altre 24 ore per accedere al secondo bando da 100mila euro per i buoni spesa. Chi li ha già ottenuti non deve ripresentare la domanda. Il Tar, nel frattempo, ha accolto il ricorso della famiglia che abita all’Aquila (ma non ha la residenza qui), esclusa dal bando. «È una vittoria in nome del rispetto dei diritti di tutti e di tutte, ottenuta grazie alla tenacia della famiglia ricorrente, alla professionalità degli avvocati Fausto Corti, Gianluca Racano, Andrea Piermarocchi e Francesco Rosettini, e alle organizzazioni della Rete Solidale che hanno ispirato e collaborato per i ricorsi», informano dalla Rete Solidale.
COME AVERE I BUONI. «Già prima della sentenza», proseguono le associazioni, «il Comune è stato costretto a stanziare altri 100mila euro, oltre ai 368mila di provenienza governativa, per un nuovo bando sui buoni. A questo sostegno alimentare potrà accedere anche chi dimora abitualmente all’Aquila e gli stranieri con permesso di soggiorno inferiore a 5 anni. C’è tempo fino a venerdì 15 maggio (domani, ndr) per fare la domanda on line. Per chi non avesse Internet, un computer o non riuscisse a fare la domanda, è possibile recarsi a due infopoint attivati dalla Rete Solidale: Comunità 24 luglio (zona Santa Barbara, tutti i giorni dalle 10 alle 13, 320-3429618) e 3e32 (zona Collemaggio, tutti i giorni dalle 16 alle 19, 348-3156116) e altri tre attivati dalle reti associative con cui la Rete Solidale collabora: Casa del Volontariato (zona L’Aquilone, tutti i giorni dalle 10 alle 13, 324-8916723); Croce Rossa (viale della Croce Rossa, tutti i giorni dalle 8 alle 20, 0862-26061) e Punto Luce L’Aquila (zona Sassa, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e giovedì dalle 16 alle 19; 329-0171133)».
«IL COMUNE CI ASCOLTI». «Il Comune dunque», conclude la Rete Solidale, «ammette e riconosce la richiesta delle associazioni, che già prima della presentazione del primo avviso per i buoni avevano richiesto il rispetto dei diritti, ponendosi in un’ottica di collaborazione, senza ricevere risposte in cambio, fatta eccezione per una lettera dai toni sprezzanti da parte dell’Avvocatura comunale. Grazie a un’azione esclusivamente dal basso, le fasce più fragili della popolazione hanno ugualmente ottenuto 100mila euro. Un piccolo aiuto, richiesto a gran voce da movimenti e associazioni che lavorano con le fasce fragili delle comunità, che hanno un quadro della situazione e che per questo sarebbero meritorie di ascolto da parte delle istituzioni».
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