Buoni spesa, richieste aumentate di un terzo

Salgono le famiglie in difficoltà rispetto alla prima ondata, le domande sono 1.583. Consegne da lunedì
AVEZZANO. Corsa ai buoni mensa chiusa a quota 1.583 domande: un numero alto, superiore di un terzo rispetto alla prima ondata, che certifica le crescenti difficoltà economiche delle famiglie sulla spinta dall’emergenza sanitaria. Nonché l’esigenza di fare presto per le erogazione dei buoni spesa con i fondi assegnati al Comune dal governo Conte: 289 mila euro.
Scaduti i termini per la presentazione delle richieste, l’amministrazione Di Pangrazio ha dato il la alle procedure successive: la verifica dei requisiti per l’accesso ai buoni mensa. «A stretto giro, verosimilmente, all’inizio della prossima settimana», afferma il vice sindaco, Domenico Di Berardino, «scatterà la distribuzione dei buoni assegnati a famiglie o singoli in regola con i requisiti previsti. Gli uffici del settore sociale stanno moltiplicando gli sforzi per passare alla fase di consegna degli aiuti alle famiglie». I bonus, spendibili negli esercizi convenzionati, varieranno in base ai componenti dei nuclei familiari: 200 euro (per 1/ 2 persone); 300 (per 3/ 4); 350 (oltre 4). L’obiettivo del Comune è di avviare la fase di consegna dei buoni per fare la spesa nelle attività convenzionate prima di Natale, a partire da lunedì, o comunque, i primi giorni della settimana delle festività. Per evitare assembramenti, le consegne, su convocazione del settore sociale, dovrebbero essere effettuate in tre punti stabiliti in un incontro del vicesindaco Di Berardino col consigliere delegato, il dirigente e il coordinatore della Protezione civile, Maurizio Seritti, Massimo De Sanctis e Umberto Tonon, d’intesa con la dirigente del settore sociale, Maria Laura Ottavi: in via Vezzia; al Coc (centro operativo comunale) all’ex scuola Montessori, in via Fontana; nella palestra dell’ex sede universitaria, in via Napoli (vicino al castello Orsini-Colonna). Parte dei fondi governativi, 14mila euro, sono invece destinati all’acquisto dei beni alimentari. Per la distribuzione dei pacchi viveri l’amministrazione ha chiamato in campo le associazioni della rete solidale, in qualità di braccio operativo dell’Ente: il bando è scaduto ieri. Alle associazioni del terzo settore saranno assegnate delle risorse economiche sulla base delle disponibilità per l’acquisto e la distribuzione di beni di prima necessità alle famiglie indigenti segnalate dai servizi sociali. Nella speranza di regalare un Natale meno amaro.
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