Bus per disabili, polemica sui tagli

Ranalli: ridotti i trasferimenti statali e regionali. La cooperativa: ci siamo limitati a rispondere al bando
SULMONA. Sono i tagli al sociale ad aver imposto la riduzione del trasporto a chiamata per i disabili che frequentano il centro diurno dell’Anffas alla zona artigianale. È il sindaco Peppino Ranalli a imputare ogni colpa alle riduzioni subite sui trasferimenti statali e regionali, pari a 100mila euro. «E in futuro saranno ancora di più i tagli dalla Regione» annuncia il sindaco «per questo motivo erano sei anni che non si facevano bandi in questo settore, che noi stiamo provando a regolarizzare con nuovi affidamenti. Purtroppo non ci sono soldi per fare tutto quello che vorremmo, ma siamo pronti a mettere il massimo dell’impegno nei confronti delle persone che hanno particolari necessità come in questo caso».
Emanuela Pasquali, presidente dell’Anffas, non aveva risparmiato dure critiche all’indirizzo del Comune, in seguito alla riduzione del servizio di trasporto a chiamata. «Contiamo nel prossimo futuro di regolarizzare anche il rapporto con quelle cooperative che lavorano da anni col Comune» aggiunge Ranalli «per far funzionare meglio uno dei settori più delicati».
Alle critiche sul taglio replica anche Candida D’Abate, presidente della cooperativa Nuovi orizzonti sociali. La coop, dopo aver costituito un’Ati (Associazione temporanea di imprese) con la Crea service, è riuscita ad aggiudicarsi anche il nuovo appalto. «Noi ci siamo limitati a rispondere al bando, con un capitolato già definito» interviene D’Abate «appena notato che il trasporto a chiamata veniva meno su una giornata delle cinque iniziali e con due giorni di sola andata abbiamo avvertito le famiglie con una lettera. Capiamo il loro disagio, ma nello stesso tempo va compreso che il trasporto a chiamata viene gestito su larga scala in città. Riguarda una ventina di persone con diverse necessità, che vengono accompagnate ogni giorno dalle 7.55 alle 18. A ciò si aggiunga che in presenza di particolari esigenze, legate a terapie riabilitative o a cure presso strutture ospedaliere e sanitarie, la priorità va data a loro».
Federica Pantano
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