Buttafuoco in città, domani la nomina al Tsa

10 Novembre 2019

La Regione ha scelto l’intellettuale di destra convertito all’Islam per guidare il Teatro stabile

L’AQUILA. Pietrangelo Buttafuoco (Giafar al-Siqilli, Giafar il Siciliano, dopo la sua conversione all’Islam) è stato scelto dalla Regione per prendere il posto della scrittrice Annalisa De Simone, avvicendata alla presidenza del Teatro Stabile dopo le polemiche legate al Festival degli Incontri dell’Aquila, saltato dopo l’opposizione del sindaco Pierluigi Biondi alla presenza all’Aquila di Roberto Saviano e Zerocalcare.
La giunta regionale guidata da Marco Marsilio ufficializzerà domani la scelta del giornalista e scrittore di 56 anni nato a Catania, nipote dell’ex parlamentare del Movimento sociale italiano Antonino Buttafuoco.
Dopo una lunga carriera giornalistica in testate di destra, ha avuto un’esperienza in ambito teatrale quando, il 18 maggio 2007, venne nominato presidente del Teatro Stabile di Catania, succedendo al dimissionario Pippo Baudo.
Ieri Buttafuoco è stato in città per un sopralluogo condotto insieme al sindaco Pierluigi Biondi e alla vicepresidente del Tsa Rita Centofanti, nominata al Teatro stabile su indicazione del Comune.
«La presidenza del Tsa? Ne parlerò soltanto quando sarà ufficiale». Così ha dichiarato l’ospite a chi gli chiedeva il motivo della sua presenza in città. Secondo quanto si è appreso, Buttafuoco si appresta a firmare, nelle prossime ore, un’intesa a titolo gratuito. Sulla città colpita dieci anni fa dal terremoto, Buttafuoco ha poi sottolineato che «all’Aquila trovi quello che non c’è in altri posti italiani: l’effervescenza, la mobilitazione, una festa di restituzione alla vita che manca in tutta Italia dove è urgente procedere alla manutenzione e alla messa in opera dell’avvenire. La cosa che mi ha colpito sono le gru che danno il segno della speranza, del movimento e anche della ricchezza», spiega ancora. «È un elemento che manca nel resto della nazione e che in fondo è speranza nell’avvenire».
Polemista e commentatore sulfureo di vicende nazionali e internazionali, sul suo profilo Facebook ha di recente schermeggiato con Repubblica in relazione alla vicenda dell’incendio della caffetteria-libreria “La pecora elettrica” a Roma e all’attribuzione delle responsabilità del grave fatto: « ...s’è convenuti su un fatto, e cioè che l’antifascismo altro non è che una vedette. Nei momenti stanchi dell’avanspettacolo, quando la recita non regge, il comico che fa? Chiama in scena la vedette. Quella arriva e fa la “mossa”. E chest’è l’Onda nera...».
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