«Buttati fuori dalle case Ater»

16 Aprile 2019

Il portavoce Pio: a 10 anni dal sisma nessuna risposta sul nostro futuro

L’AQUILA. «A 10 anni dal terremoto che ci ha buttato fuori da casa nostra ci saremmo aspettati risposte certe, ma mai un trattamento così poco dignitoso da parte di chi amministra la cosa pubblica». Lo afferma Giacomo Pio, portavoce del Comitato Porta Leone.
«Invece dopo 10 anni in cui il Comune e l’Ater si sono rimbalzati la responsabilità della ricostruzione delle case in via Panfilo Tedeschi (Porta Leone), siamo dovuti venire a conoscenza tramite i giornali della completa noncuranza del Comune riguardo il futuro di chi prima abitava in centro, e ora è disperso tra i Progetti Case. In questi lunghi anni si sono succedute una quantità esagerata di ipotesi sulla ricostruzione delle nostre abitazioni, dapprima con un progetto di ristrutturazione redatto dall’Università di Firenze, poi strutture adibite a uffici, poi parcheggi, poi un parco verde, poi ancora parcheggi», sostiene Pio. «Quando negli anni abbiamo provato a chiedere informazioni, anche sul perché non è mai stata svolta nemmeno un’opera di messa in sicurezza, abbiamo ricevuto le risposte più fantasiose. L’ultima fu che non potevano essere ricostruite poiché si trovavano a ridosso delle mura storiche. Ora leggiamo che l’intenzione è di costruirci un parcheggio multipiano, sempre a ridosso delle mura storiche. La realtà è un’altra, e da abitanti di quella zona la conosciamo bene, già da prima che il terremoto ci obbligasse a uscire di casa: è una zona centrale, di proprietà pubblica, perciò più che appetibile per chi ne voglia trarre vantaggi economici», sottolinea Giacomo Pio. «A difenderci dalle mire di profitto di speculatori ci saremmo tuttavia aspettati l’intervento delle forze politiche, di qualsiasi tipo, di qualsiasi fazione. Invece no. Ci siamo fidati, non sollevando polemiche. Invece ora decidiamo di rompere il silenzio».