C’è il piano triennale delle opere: spariscono le nuove aree di sosta

12 Marzo 2023

No a viale della Croce Rossa, ex Inam e San Bernardino. Si punta su strisce blu, Porta Leoni e stazione L’amministrazione accelera sulle incompiute: ponte Belvedere, cimitero, scuole e PalaJapan

L’AQUILA. Il piano parcheggi dell’Aquila non vedrà la luce a breve. Lo dice il lungo elenco delle opere pubbliche previste per i prossimi tre anni dal Comune: tra i 74 interventi per quasi 175 milioni di euro complessivi di investimento, non ci sono infatti le attese nuove aree di sosta al servizio per il centro storico.
LE AREE SCOMPARSE
Quindi niente nuovo parcheggio in viale della Croce Rossa, all’Ex Inam e sotto San Bernardino. E nemmeno – almeno nel piano triennale – la riattivazione del tapis roulant dal megaparcheggio di Collemaggio a piazza Duomo. Per liberare gli stalli in centro, quindi, nell’immediato il Comune punterà innanzitutto sulle strisce blu, pronte a tornare entro l’estate con l’obiettivo anche di puntare a un continuo ricambio di auto in sosta. E poi punterà sulle nuove aree di sosta già previste: a Porta Leoni e all’area della stazione ferroviaria. Per la prima si prevede nel prossimo futuro anche il secondo lotto per il piano interrati. Per la seconda l’investimento previsto dal Comune ìè di cinque milioni per il 2023 e poi altri due milioni divisi tra 2024 e 2025. Come annunciato nei giorni scorsi dall’assessore Paola Giuliani, il Comune sta anche cercando aree private da destinare ad aree di sosta.
LE NUOVE OPERE
Nel piano triennale delle opere pubbliche, parte integrante del nuovo bilancio di previsione in fase di approvazione (vedi articolo in pagina), ci sono però anche grandi opere attese e incompiute, oltre ai nuovi progetti pronti a partire.
La più costosa delle nuove opere previste è quella per il consolidamento e il restauro dell’ex convento di Santa Maria dei Raccomandati: oltre 15 milioni di euro di investimento, spalmati però su quattro anni.
Si accelera sulle scuole: nel 2023 previsto il via per il nuovo polo dell’infanzia Primo maggio da tre milioni; mentre per il nuovo polo scolastico di Sassa quattro milioni di spesa in programma nel 2024, altri quattro nel 2025 e tre nel 2026, per un totale di 11 milioni. Ma tra le incompiute non si possono non citare due casi su tutti. Innanzitutto il PalaJapan, per cui il piano triennale delle opere pubbliche prevede lavori da sei milioni nel 2023 per il secondo stralcio funzionale. Stesse tempistiche per l’intervento da cinque milioni per la ricostruzione del ponte Belvedere. Poi c’è il cimitero: spalmati nei prossimi tre anni i quattro milioni per i lavori di riparazione dell’edificio monumentale, così come gli 8,2 milioni per la ricostruzione del complesso funerario dei IX Martiri. Divisi in tre anni anche i 4,2 milioni di investimento per il secondo lotto del recupero degli impianti dell’ex cinema Massimo.
Da citare poi la rigenerazione urbana dell’Acquasanta e dello stadio Gran Sasso da quasi dieci milioni di euro: il piano prevede di spenderli tutti nel 2023. Cifra simile, ma investita nell’arco di tre anni, per la ristrutturazione dell’edificio dismesso e per la riqualificazione delle aree pubbliche dell’ex Sercom a Pagliare di Sassa, dove sorgerà un nuovo polo socio-culturale. Tra le opere più costose del piano c’è poi il recupero di palazzo Gaglioffi, ex sede del conservatorio Casella, da 8,7 milioni, spalmati in quattro anni. Saranno invece investiti tra il 2024 e il 2025.
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