C’è un orso sul monte Salviano
Avvistato da due podiste. Biologi in cerca di tracce. Pronte le fototrappole
AVEZZANO. Due podiste, Katia Di Carlo e Marina Piccolini, avvistano un orso lungo il percorso verso la Pietraquaria e arrivano i controlli dei biologi del Parco nazionale. Si tratterebbe di un cucciolo di circa due anni, visto lungo la strada che porta al santuario sul Salviano, nella riserva naturale regionale a ridosso della città di Avezzano. L’orsetto, che i forestali ritengono non ancora svezzato, è stato fotografato, se pur di sfuggita, da alcuni passanti mentre prelevava del cibo da una casetta predisposta per l’alimentazione degli scoiattoli della pineta. Si ritiene che nella zona possa esserci la madre. Al momento, però, non è stata trovata alcuna traccia ufficiale della presenza del plantigrado sul Salviano. Sono infatti stati inviati tre biologi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che hanno eseguito un sopralluogo durato un paio d’ore. Gli esperti non hanno trovato tracce, né orme, peli ed escrementi dell’animale. Una possibilità, però, è che tali prove possano essere state cancellate dal temporale che si è abbattuto sulla zona nel pomeriggio di mercoledì. «L’assenza delle tracce», affermano i biologi, «non significa che non vi sia l’orso e che la segnalazione sia falsa». L’accaduto, infatti, è verosimile anche per la contiguità dell’area del Salviano con il Parco nazionale. Intanto, dall’Ente parco arrivano raccomandazioni alle persone che dovessero imbattersi nell’orso: non fotografarlo, non puntargli i fari contro durante le ore notturne, non dargli da mangiare e non infastidirlo. Sul caso sono intervenute Brunella D’Alessandro e Silvia Di Paolo, rispettivamente coordinatrice delle attività della riserva del Salviano e dell’Associazione ambiente e/è vita: «Erano già allo studio misure di salvaguardia stradale al fine di fronteggiare eventuali attraversamenti e misure per assicurare uno spazio vitale idoneo a garantire al plantigrado nel caso si fosse riusciti a certificare in modo assoluto la sua presenza. Nelle prossime ore la riserva promuoverà un’implementazione dell’azione di monitoraggio su una superficie più ristretta ed identificata come la possibile area di confluenza posizionando ulteriori fototrappole in un raggio di qualche chilometro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

