Cabina da mare abusiva in vetta a monte Cimarani

Il curioso illecito edilizio scoperto dalla polizia locale nella riserva del Salviano Struttura sequestrata e relazione in Procura, forse è opera di un radioamatore
AVEZZANO. Sulla vetta del monte Cimarani, nel cuore della riserva naturale del Salviano, tra una selva di ripetitori radio-televisivi, spunta una cabina da mare.
Qui, però, non sarebbe passata inosservata neanche ai tempi del lago Fucino. E infatti, la tipica casetta in cemento, con tanto di porta sbarrata, simile a quelle utilizzate dai bagnini nell’area costiera per i servizi ai bagnanti, ha attirato subito l’attenzione degli agenti della polizia locale impegnati nei consueti giri di controllo sul territorio finalizzati a reprimere ogni tipo di attività illecita.
Un rapido controllo incrociato con il settore Urbanistica del Comune ha “confermato” il sospetto degli agenti del nucleo di edilizia e ambiente coordinato dal capitano Adriano Fedele, sotto la direzione del comandante Luca Montanari: quel manufatto balneare, quasi certamente portato fino in cima al Monte Cimarani durante le ore notturne, non aveva alcun tipo di autorizzazione.
La struttura, quindi, è stata posta sotto sequestro dagli agenti, mentre l’abuso edilizio, in zona protetta e vincolata, oltretutto sul suolo demaniale, è stato portato all’attenzione della procura della Repubblica di Avezzano, per l’apertura di un fascicolo, al momento a carico di ignoti. Non è escluso, però, che la polizia locale riesca a incastrare il responsabile del gesto, probabilmente un radioamatore o il proprietario di qualche stazione televisiva che pensava di riuscire a mimetizzare il manufatto in mezzo a tutte le altre antenne in cima al monte Cimarani per rilanciare le frequenze in barba alle leggi, senza pagare neanche l’occupazione del demanio pubblico. Non aveva fatto i conti con l’attività di controllo a tutto campo che il nucleo edilizia e ambiente effettua ogni giorno su tutto il territorio comunale, compresa la riserva naturale del monte Salviano, dove proprio un anno fa, a febbraio del 2018, furono poste sotto sequestro delle costruzioni abusive realizzate su migliaia di metri quadrati di terreni comunali, in zona sottoposta ai vincoli ambientali della Riserva naturale del monte Salviano. Qui, in tre avevano messo in atto una sorta di esproprio alla “rovescia” alle pendici del monte Salviano, dove si erano appropriati di decine di migliaia di metri quadrati di proprietà pubblica e, dopo averla recintata con tanto di cancelli e lucchetti, avevano realizzato manufatti, sbancamenti fino alla costruzione di uno chalet in legno con belvedere. Ora l’abuso è stato individuato nella parte più alta della montagna, segno che gli abusivi del mattone non conoscono confini.
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