Cabina di regia per i palazzi, nulla di fatto

12 Ottobre 2018

La lettera del sindaco porta la data del 20 aprile 2018. Ma uno solo dei destinatari, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, ha voluto rispondere. Eppure l’argomento non è di poco...

La lettera del sindaco porta la data del 20 aprile 2018. Ma uno solo dei destinatari, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, ha voluto rispondere. Eppure l’argomento non è di poco conto: l’istituzione di una cabina di regia “Città pubblica”, per valutare lo stato dell’arte, gli interventi e le possibilità di azione sugli immobili pubblici, che rappresentano la nota dolente della ricostruzione. Tutti gli altri, direzione regionale dell’Agenzia del demanio, Regione, Provincia, Camera di commercio, Università e Asl, risultano non pervenuti. Neppure un cenno d'interesse, fatta eccezione per una «disponibilità verbale», come ha detto lo stesso Biondi, da parte di Regione e Provincia. «Ad aprile abbiamo inviato una nota a una serie di enti, a cui ha risposto ufficialmente solo la Soprintendenza», ha sottolineato il sindaco. «L’argomento è: essere messi nelle condizioni di poter trasformare la città utilizzando il patrimonio pubblico. Un esempio è Palazzo Quinzi, di proprietà della Provincia. Ho lanciato l’idea, raccolta da Roberto Marotta, che ha fatto una lettera qualche giorno fa, di metterci alcuni uffici dell’Accademia di belle arti». «La ricostruzione», si legge nella lettera inviata da Biondi, «oltre che un grande progetto di riqualificazione edilizia, rappresenta un’occasione unica di rigenerazione urbana. Gli immobili pubblici costituiscono un enorme patrimonio storico e architettonico, oltre che economico, se opportunamente valorizzati e gestiti. A oggi, molte istituzioni pubbliche cercano luoghi dove ricollocarsi, essendo costrette a sostenere canoni di locazione gravosi». Da qui l’idea della cabina di regia coordinata dall’Agenzia regionale del demanio «magari promuovendo una normativa speciale». Proposta caduta nel nulla.