Caccia a chi ha disseminato i bocconi avvelenati per i cani
CASTEL DI SANGRO. Tre nuclei cinofili antiveleno alla ricerca di bocconi avvelenati e sostanze tossiche utilizzate per la preparazione delle esche che hanno avvelenato in Alto Sangro 19 cani da...
CASTEL DI SANGRO. Tre nuclei cinofili antiveleno alla ricerca di bocconi avvelenati e sostanze tossiche utilizzate per la preparazione delle esche che hanno avvelenato in Alto Sangro 19 cani da tartufo. È imponente il dispiegamento di forze che la Forestale ha messo in campo per fronteggiare l’emergenza dell’avvelenamento degli animali tra Castel di Sangro e Ateleta.
Anche ieri una ventina di forestali ha setacciato i boschi tra l’Abruzzo e il Molise, interessati dalla presenza di bocconi avvelenati, per completare al più presto tutte le operazioni di bonifica delle aree colpite. Sono stati 19 i cani intossicati. Dieci animali sono riusciti a sopravvivere, per gli altri non c’è stato nulla da fare. Una strage, che ha interessato anche la zona di Cantalupo, nel territorio molisano. Le unità cinofile antiveleni del Parco della Majella e di Frosolone hanno segnalato alcune zone contaminate dal veleno. Potrebbe trattarsi di stricnina, ma non si esclude che possano essere state impiegate sostanze topicide. I bocconi sono stati gettati nelle tartufaie nei giorni scorsi nell’intento di mietere vittime tra gli animali addestrati alla ricerca dei tartufi. (m.lav.)
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