Caccia ai morosi del Progetto Case

9 Luglio 2019

Il Comune invia un nuovo elenco di ingiunzioni di pagamento a chi è debitore di cifre comprese tra i mille e i 2mila euro

L’AQUILA. Il Comune sta ancora inseguendo i cittadini a cui fra il 2009 e il 2010 furono assegnati gli alloggi del Progetto Case e che nel periodo 2010-2013 non pagarono né affitti né spese condominiali. In realtà in quei tre anni il Comune i soldi non li aveva nemmeno chiesti e sulla vicenda ci fu anche una indagine della Corte dei Conti che si è però chiusa nel luglio di due anni fa con l’assoluzione di alcuni amministratori dell’epoca. I giudici hanno stabilito che non ci fu danno erariale. Fatto sta, però, che l’amministrazione continua a mandare ingiunzioni di pagamento a chi è debitore di somme che vanno mediamente dai mille ai duemila euro. L’operazione di recupero degli arretrati ha di fatto avuto inizio – con risultati non adeguati alle attese – solo a partire dal 2015 (furono minacciati sfratti, chiusura di utenze, imposti contabilizzatori per singoli alloggi). Ai mancati pagamenti 2009-2013 si sono poi aggiunti quelli dal 2013 in poi, tanto che nel bilancio comunale a fine 2018 sono annotati residui attivi (che sono la differenza tra le entrate previste e quelle effettivamente incassate) per oltre 16 milioni. Restiamo però agli anni fra il 2009 e il 2013.
TERZO ELENCO. Con una recente determina dirigenziale è stato approvato un nuovo elenco (il terzo) di persone (una quarantina) alle quali inviare le ingiunzioni di pagamento con l’addebito anche delle spese postali (circa 10 euro a ingiunzione). La determina rifà la storia della vicenda sin da quando, il 31 marzo del 2010, la Protezione civile trasferì la gestione degli alloggi del Case (realizzati in 19 aree per un totale di 185 piastre) al Comune. Il 27 settembre 2012, con una delibera di consiglio comunale, fu approvata “in via definitiva, l’acquisizione al civico patrimonio dei moduli abitativi del Case”. La Protezione civile chiese all’Enel e ai fornitori di servizi di fare la voltura di tutti i contatori relativi alle utenze (e questo a partire dal primo aprile 2010) i cui costi da quel momento furono a carico del Comune. «Pertanto», scrive il dirigente nella determina di qualche giorno fa, «tutte le utenze delle parti centralizzate e condominiali risultano intestate al Comune, come da fatture rimesse dalle società fornitrici”.
LA STORIA INFINITA. La storia delle bollette arretrate, in questi anni, è diventata una sorta di telenovela fra contestazioni, proteste per le modalità con le quali sono stati calcolati i singoli consumi, contabilizzatori negli alloggi rotti a dispetto, l’Enel che cede il credito a una banca e il Comune che si mette a rate per onorare il suo debito, intromissioni della politica su una questione puramente contabile, ricorsi al Tar e al tribunale civile. E c’è anche chi, si spera una minoranza, di pagare proprio non ha avuto e non ha intenzione. Le determina ricorda che “gli assegnatari degli alloggi del progetto Case sottoscrivendo il decreto di assegnazione, hanno espressamente accettato di rispettare tutte le norme regolamentari vigenti, nonché di corrispondere tutti i costi e canoni dovuti. Negli anni con specifiche note sono state inviate agli assegnatari tenuti alla corresponsione degli oneri richiesti dall’amministrazione prima le richieste di pagamento e poi, in caso di mancati pagamenti, i solleciti, in particolare, per le utenze relative al periodo 2010/2013 con l’avvertenza che in mancanza dell’adempimento richiesto sarebbe stato avviato il procedimento di ingiunzione. Con due determinazioni dirigenziali del 2014 e del 2016, sono stati approvati i primi due elenchi di ingiunzioni di pagamento, ma a oggi previa specifica ricognizione risulta residuare un ulteriore elenco utile di assegnatari inadempienti nel pagamento delle spettanze. È quindi necessario procedere alla riscossione coattiva delle predette spese per i consumi individuali relativi alla bollettazione periodo 2010/2013 tramite ingiunzione di pagamento con addebito del costo del servizio di notifica quantificato in 9,50 euro per ciascuna ingiunzione».
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