Caccia al ricettatore degli orologi di lusso

23 Marzo 2023

Le indagini sul colpo alla gioielleria Ranieri: 60 giorni per esaminare chiamate e messaggi sui telefoni

L’AQUILA. Avrà 60 giorni di tempo il consulente incaricato dalla Procura dell’Aquila di svolgere l’accertamento tecnico irripetibile sui cellulari sequestrati ai quattro indagati per la rapina alla gioielleria Ranieri di corso Vittorio Emanuele. In particolare, al Ctu, il pubblico ministero ha chiesto di verificare se esistono tracce, chiamate o messaggi in relazione alla rapina. L’obiettivo è scoprire se ci sono altri complici e, soprattutto, individuare il possibile ricettatore che è in possesso del bottino. Il 27 gennaio scorso due banditi armati di pistola e con il volto travisato da maschere di Carnevale avevano fatto irruzione dentro il negozio portando via 13 orologi di lusso – tre Rolex, nove Omega e due Tudor – per un valore che si aggira sui 100mila euro. Erano poi fuggiti verso piazza Nove Martiri dove li attendeva un complice. Nonostante le “maschere” un testimone era riuscito a mettere gli investigatori sulle tracce della banda. Le indagini sono partite da una foto segnaletica. Attraverso i tabulati gli inquirenti sono riusciti a risalire a tutti i componenti della banda: due laziali, un siciliano trapiantato all’Aquila e un aquilano. Si tratta di Cristian De Lucia, 44 anni, di Latina e Roberto Sambrini (53 ) di Roma. I due presunti esecutori materiali si trovano in carcere insieme a Salvatore Moreci (55) considerato il basista e guidatore dell’auto della fuga. Quest’ultimo, originario di Termini Imerese (Palermo) risiede da anni in città. Marco Alfonsi (42) dell’Aquila si trova ai domiciliari in virtù del suo ruolo marginale. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Sonia Giallonardo, Franco Condoleo, Sandro Marcheselli e Massimo Manieri. (f.d.m.)