Caccia allo straniero in strada per vendicare le coltellate

23 Giugno 2020

Il marocchino coinvolto nella rissa di sabato sera con il ferimento di un minorenne avezzanese Si rifugia nella caserma dei carabinieri per evitare il linciaggio, alla fine viene arrestato

AVEZZANO. «Volevano ammazzarmi, hanno provato a investirmi con la macchina». È una vera e propria spedizione punitiva quella messa in atto nei confronti di un giovane marocchino che nel pomeriggio di ieri è stato inseguito lungo le vie del centro da un gruppo di ragazzi del posto. L’uomo è stato costretto a rifugiarsi all’interno della caserma dei carabinieri in via Fontana per sfuggire a quella che ha il sapore di una rappresaglia collegata alla rissa di sabato sera, in cui è rimasto ferito un minorenne. Alla fine il marocchino è stato arrestato, mentre del gruppo degli inseguitori, sei avezzanesi sono stati identificati davanti alla caserma dai carabinieri.
LA RICOSTRUZIONE. Secondo numerose testimonianze, il giovane straniero, Ghettas Yassine, 30 anni, sarebbe stato prima accerchiato in centro – erano circa le 18 – e, una volta riuscito a fuggire, inseguito per un tratto di strada, fino a piazza Risorgimento e quindi nella vicina caserma dei carabinieri dove ha chiesto aiuto.
IL MOVENTE. Secondo il gruppo di giovani che lo inseguivano sarebbe l’amico e complice del marocchino coinvolto nella rissa sfociata sabato sera nell’accoltellamento di un minorenne avezzanese. Con l’accusa di rapina e lesioni è stato già arrestato dalla polizia un altro giovane, El Hou Sofiane, di 26 anni, sempre di nazionalità marocchina, in attesa dell’udienza di convalida. Non ci sono conferme ufficiali, per ora, di un coinvolgimento del 30enne inseguito con i fatti di sabato sera. Ieri mattina il giovane era stato portato in commissariato per essere identificato probabilmente al fine di un eventuale riconoscimento, ma era stato rilasciato senza alcuna accusa. Nella tarda serata, invece, dopo la rappresaglia, è scattato l’arresto del marocchino, sempre da parte della polizia.
CLIMA DI TENSIONE. Questo episodio conferma come la tensione in città sia alle stelle in questi giorni a causa di numerosi episodi di microcriminalità, tra cui il ferimento del carabiniere aggredito da un dominicano e finito in ospedale in prognosi riservata. Una situazione incandescente che ha avuto il suo apice nella serata di sabato quando il centro è stato teatro di una serie di risse. Tra queste, quella avvenuta in via Garibaldi, fino all’incrocio con via Corradini, che ha visto coinvolti alcuni giovani stranieri e altri marsicani. Si sarebbero scontrati tra loro, lanciandosi contro anche delle bottiglie di vetro. Diverse le auto in sosta danneggiate a calci, pugni e oggetti contundenti impiegati nella lotta. Sono stati divelti gli ombrelloni di un bar, danneggiati vasi e rovesciati bidoni dell’immondizia al fine di accaparrarsi bottiglie da lanciare. Molti testimoni raccontano di «gente che gridava e che cercava riparo dietro alle auto». L’altro episodio è quello da cui sarebbe invece scaturita la spedizione punitiva e cioè l’accoltellamento di un minorenne
L’ANTEFATTO. L’episodio è avvenuto nei pressi di piazza Risorgimento e ha coinvolto un gruppo di minorenni. Alcuni stranieri li avrebbero minacciati con un coltello alla gola, ferendone uno e portandogli via cellulare e portafoglio. Un altro avezzanese è stato invece colpito con una bottigliata alla testa. Le indagini della polizia hanno portato all’arresto di Sofiane, 26 anni. Gli altri stranieri non sono stati ancora identificati. Il 30enne marocchino è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.
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