Caccia di frodo, reati prescritti per quattro

Aielli. Si chiude senza colpevoli l’inchiesta del 2011, in alcune case furono trovati trofei e selvaggina
AIELLI. Reati prescritti per quattro cacciatori di Aielli accusati di bracconaggio. Durante le perquisizioni nei loro congelatori erano state trovati carni di animali protetti, oltre a trofei di caccia come teste di cervo e foto con un lupo appena cacciato, dispositivi vietati e alcune armi modificate o con la matricola abrasa. Si chiude con una sentenza di prescrizione di tutti i reati – associazione a delinquiere, detenzione di armi da fuoco e carne da specie protetta – una vicenda legale lunga 12 anni.
I fatti risalgono al 2011. I cinque vennero accusati di praticare caccia di frodo nella Marsica orientale. All’operazione si arrivò dopo alcuni giorni di pedinamenti. Della vicenda fu informata la procura della Repubblica di Avezzano che fece scattare due arresti per S.A., all’epoca autista del Comune di Aielli, e per un maresciallo dell’Esercito in pensione – nel frattempo deceduto – e tre denunce per e E.A., G.C. e C.I.D.. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Carmelo Occhiuto, Franco Colucci, Antonio Milo e Domenico Massaro. (f.d.m.)

