Caccia e pesca, nuove regole anti-abusi

30 Settembre 2014

Firmato un protocollo d’intesa fra il Parco d’Abruzzo e i Comuni di Scanno, Villalago e Anversa

SCANNO. Gli amministratori dei Comuni della Valle del Sagittario sposano il progetto di tutela dell’orso bruno marsicano e firmano un accordo con il Parco nazionale d'Abruzzo per cambiare anche le regole della caccia e della pesca nel proprio territorio. I sindaci di Scanno, Villalago e Anversa degli Abruzzi, rispettivamente Pietro Spacone, Fernando Gatta e Gianni Gabriele, hanno infatti sottoscritto un accordo con il presidente del Parco per la riorganizzazione, in chiave moderna, delle regole venatorie finalizzate a una corretta gestione del territorio confinante con la riserva naturale. «È un tentativo innovativo di protezione e valorizzazione della fauna e del territorio» afferma il presidente del Parco, Antonio Carrara «che parte dalle comunità interessate e che vuole portare a sintesi le varie forme di tutela presenti: zona parco, zona di protezione esterna, Sic, riserve regionali. Siccome l'area contempla anche un territorio dove la caccia è consentita nell’accordo ci si propone di sperimentare nuove forme di pratica venatoria».

La gestione del territorio cambierà radicalmente non solo attraverso l’istituzione dell’area contigua, che il Parco intende promuovere negli uffici della Regione, ma anche con la progettazione di un’area speciale dove attuare la riduzione della pressione venatoria. Previste inoltre attività di forestazione, sia per l’utilizzazione a uso civico sia per la creazione di nuovi arboreti per l’alimentazione delle specie selvatiche a rischio; nuova programmazione della pesca nei bacini lacuali e fluviali; rapide autorizzazioni per l’adeguamento e la realizzazione delle strutture di ricovero degli animali domestici, per impedire incursioni da parte della fauna selvatica. «Tutto ciò senza trascurare la particolare vocazione turistica dei comuni della Valle del Sagittario» spiega il presidente della commissione Ambiente del Comune di Scanno, Antonio Petrocco, «che potranno quindi beneficiare di un territorio protetto e integro ma potranno anche esercitare sul territorio stesso attività antropiche quali la caccia, la pesca, l'agricoltura e tutte le altre attività legate all'ambiente rispondendo aregole nuove, moderne ed allineate con i tempi».

Un comitato di progetto sarà presto istituito per perseguire gli ambiziosi obiettivi che costituiscono anche una prima risposta che le popolazioni della Valle del Sagittario vogliono dare alle forti critiche levatesi dopo i tragici eventi che hanno interessato le popolazioni di orso sul territorio nazionale.

Massimiliano Lavillotti

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