Cacciato dai genitori, finisce in carcere

Madre e padre esasperati fanno arrestare il figlio: il 32enne scontava i domiciliari in casa dopo la rapina in un negozio
AVEZZANO. I genitori esasperati lo cacciano di casa. E per il giovane, agli arresti domiciliari, si spalancano le porte del carcere San Nicola.
F.P., 32 anni, di Avezzano, era finito nei guai per una rapina a mano armata compiuta in un’attività commerciale della città. Prima in cella, successivamente il tribunale aveva disposto la scarcerazione e come misura meno afflittiva l’uomo aveva ottenuto i domiciliari nell’abitazione dei genitori, con i quali vive. Negli ultimi tempi, però, il suo atteggiamento e le continue violazioni della misura cautelare hanno spinto i genitori a prendere una decisione drastica, convinti che possa essere positiva per il loro bene e per quello del figlio. Infatti, le continue aggressioni in casa e i comportamenti di violenza messi in atto hanno indotto il padre e la madre a cacciarlo di casa. Hanno così dichiarato alla pubblica autorità che il figlio non era più residente e domiciliato nella loro abitazione. A quel punto, da parte del giudice, è scattato il provvedimento di sostituzione della misura cautelare.
Non avendo più un’abitazione a disposizione dove scontare il provvedimento restrittivo F.P., difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, è stato costretto a finire in un istituto penitenziario. Infatti, gli agenti del commissariato di polizia sono intervenuti e ieri lo hanno arrestato per trasferirlo nel carcere San Nicola di Avezzano. Un provvedimento cautelare che si è reso necessario proprio perché il giovane avezzanese non è riuscito a dimostrare di avere la disponibilità di una casa alternativa a quella dei genitori. Il giovane era stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare a novembre scorso, chiesto dal sostituto procuratore Lara Seccacini e disposto dal gip del tribunale, Anna Carla Mastelli. Provvedimento eseguito dalla polizia di Avezzano.
F.P. era infatti indagato da qualche tempo, incastrato dalle telecamere che si trovano davanti al locale preso di mira all’inizio di ottobre. Gli agenti della squadra anticrimine, grazie a confronti e testimonianze, avevano collegato il volto che appariva nel filmato a quello del giovane avezzanese, già noto alle forze dell’ordine. Secondo l’accusa, l’uomo, che svolgeva lavori saltuari, aveva messo a segno un colpo in un esercizio commerciale in centro, riuscendo a portare via poche decine di euro. Determinanti, oltre alle riprese delle telecamere di sorveglianza, erano state le testimonianze raccolte. Ma l’arresto del figlio si è trasformato in una prigione per i genitori. Stanchi delle violenze hanno messo alla porta il 32enne violento. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

