Cacciatore minacciato con il fucile

21 Marzo 2019

Il giudice impone lavori di pubblica utilità alla Caritas per un 78enne di Goriano

GORIANO SICOLI. Si rivolse con l’arma carica verso un cacciatore che gli avrebbe pestato i piedi con il suo fuoristrada durante una battuta di caccia; dal fucile partì anche un colpo mentre il rivale lo aveva afferrato deviandolo verso l’alto. Ora potrà veder sospesa la pena inflitta, ma solo a condizione di svolgere lavori di pubblica utilità nella Caritas diocesana di Sulmona. È quanto ha deciso il giudice penale Marco Billi all’udienza dibattimentale nei confronti di Domenico Colella, nato 78 anni fa a Goriano Sicoli. L’uomo era finito sotto processo per aver minacciato un altro cacciatore, Alberto Di Benedetto, di 70 anni, il 26 novembre 2017 rivolgendosi a lui con la letterale frase («Adesso ti sparo») e imbracciando una carabina marca Browning calibro 30.06, armata. Delle intenzioni non proprio amichevoli del cacciatore, la parte lesa che nel procedimento giudiziario è stato difeso dall’avvocato Guido Colaiacovo, non poteva dubitare perché, secondo la denuncia presentata nella stessa giornata ai carabinieri di Goriano, già gli aveva rotto il parabrezza del fuoristrada con una racchetta da trekking. Davanti al giudice, lo stesso Colella aveva proposto la richiesta di patteggiamento di 14 giorni di reclusione. Pena che però è stata commutata in 3.500 euro di multa. Nella sentenza che prevede la sospensione della pena solo se il cacciatore espierà i 14 giorni patteggiati svolgendo servizio sociale nel centro Caritas di Sulmona, l’imputato è stato anche condannato alla spese di costituzione di parte civile. (c.l.)
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