Cacciatori di tesori perduti: «Qui si mette l’arte al sicuro»

Un anno fa la nascita all’Aquila dello speciale reparto carabinieri: il primo bilancio Recuperati quasi 100 pezzi d’antiquariato, scoperte undici opere contraffatte
L’AQUILA. Ventiquattro persone denunciate e 97 pezzi di antiquariato recuperati tra beni archivistici e librari, reperti paleontologici e archeologici, opere d’arte contraffatte. È il bilancio di un anno di attività dei carabinieri addetti al contrasto dei cacciatori fuorilegge di tesori.
Dal primo marzo 2021, data della fondazione del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale dell’Aquila, competente in Abruzzo e Molise, l’attività dei militari è concentrata su prevenzione, contrasto e repressione di fenomeni quali: scavi clandestini, furti di beni culturali, contraffazione di opere d’arte, recupero di beni culturali trafugati o sottratti fraudolentemente. In particolare, il reparto specialistico dell’Arma ha eseguito 129 monitoraggi in aree archeologiche e aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali; 9 sopralluoghi per verifiche sullo stato di sicurezza di luoghi quali musei, archivi e biblioteche; 78 i controlli negli esercizi commerciali di settore, in particolare mercatini e antiquariati per individuare opere ricettate e rubate.
L’azione di contrasto, condotta attraverso le indagini di polizia giudiziaria, d’iniziativa o su delega dell’autorità giudiziaria, ha permesso di denunciare 24 persone per vari reati quali ricettazione, contraffazione di opere d’arte, impossessamento illecito di beni culturali).
Nel corso di 15 mirate perquisizioni sono stati recuperati e sequestrati 97 beni antiquariali, archivistici e librari, 55 fra reperti paleontologici e archeologici, 11 opere d’arte contraffatte, falsamente attribuite ad autori contemporanei come Fantuzzi, Maccari, Fiume, Guttuso.
Tra le operazioni effettuate, sono degne di nota il recupero a Lanciano di un cratere canosino a volute e un piattello a vernice nera in vendita su Internet e provenienti da scavi clandestini; un manoscritto risalente a fine Settecento dell’archivio parrocchiale della parrocchia di San Lorenzo Martire in Rotella, asportato in circostanze ignote e ritrovato in un mercatino dell’usato all’Aquila. A Opi, invece, nel corso di una perquisizione antidroga è stato possibile recuperare una olla quadriansata a piattelli di impasto, una bacinella in bronzo integra e frammenti di un’anforetta di impasto parzialmente ricomposti anche questi provenienti da scavi clandestini compiuti nella zona di Opi e dell’Alto Sangro. Nell’ultima indagine del 2021 il Nucleo dell’Aquila ha individuato in città alcuni manufatti di natura archeologica in vendita su siti internet online rivenendo nell’abitazione di una donna manufatti di interesse archeologico, tra cui numerose monete antiche, insieme a un metal detector, una zappa e diverso materiale utilizzato per la pulizia degli oggetti recuperati. Memorabile anche la scoperta di un bambino a Campo Felice che nella tana di una talpa ha scoperto due punte di frecce e una lama di età preistorica consegnadole ai carabinieri. (f.d.m.)
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