Cadde in bici, la Cassazione riapre il caso

Buche sulla strada, annullate le due sentenze che negavano il risarcimento della Provincia al ciclista
GIOIA DEI MARSI. Cade a causa di una buca mentre percorre in bicicletta la provinciale 60, nel tratto al confine tra la Marsica e la Valle Peligna, nel territorio di Gioia dei Marsi, rimanendo ferito. Denuncia la Provincia per chiedere risarcimento, ma perde in primo grado e in appello. Alla fine, però, al terzo grado di giudizio ottiene l’annullamento delle sentenze precedenti.
È quanto capitato a un ciclista romano rimasto ferito otto anni fa a causa di una caduta in bici. La decisione arriva dalla sesta sezione civile della Corte di Cassazione, presieduta dal giudice Chiara Graziosi, che ha accolto il ricorso del ciclista che aveva impugnato la sentenza di primo grado così come quella successiva in appello.
I fatti risalgono al mese di agosto del 2014 quando l’uomo, mentre percorreva la strada provinciale 60, a causa di un avvallamento presente sulla sede stradale, perse il controllo della bicicletta finendo rovinosamente a terra, riportando lesioni e contusioni, nonché danni alla bici.
L’allora amministrazione provinciale si costituì in giudizio eccependo la mancanza di prova in ordine alla dinamica dell’incidente e l’assenza di un nesso causale.
In sostanza l’Ente imputò al ciclista la responsabilità esclusiva dell’incidente in cui era rimasto ferito.
A distanza di otto anni ora la Cassazione ha annullato le due precedenti sentenze dando ragione al ricorrente e di conseguenza ha disposto il rinvio del procedimento alla Corte d’Appello dell'Aquila anche per le conseguenti spese del giudizio. (p.g.)
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