Cade sulla roccia e muore: addio al professor Romano

3 Settembre 2023

Inutili i soccorsi per il 66enne. Poche ore dopo precipita un alpinista: è grave

L’AQUILA. La tragedia si è consumata di sera, al buio della vetta del suo amato Gran Sasso. Ma la macchina dei soccorsi è riuscita a recuperare il corpo senza vita di Bernardino Romano soltanto ieri mattina. Poche ore dopo è stata una docente in lacrime a dare la notizia della morte del professore ai suoi studenti. Poi l’Università dell’Aquila lo ha comunicato con dolore al capoluogo e a tutto l’Abruzzo.
L’ingegnere aquilano di 66 anni, docente ed esperto di urbanistica e consumo del suolo, in prima linea in mille battaglie ambientali e appassionato di montagna, è morto dopo essere scivolato sul sentiero del Centenario a Vado di Corno, in un tratto impervio dal terreno friabile del versante teramano del Gran Sasso. Ma che conosceva bene. Era molto stimato nel suo settore e per l’impegno ambientale, sia in regione che al di fuori dei confini abruzzesi. Lascia la moglie e la figlia, oltre a un esercito di colleghi, studenti e attivisti rimasti orfani di un maestro.
LA TRAGEDIA
L’allarme è scattato venerdì sera, al calare del sole. A lanciarlo è stata la moglie, preoccupata per il mancato ritorno a casa del marito dalla sua escursione sul Gran Sasso, con cui non riusciva a mettersi in contatto tramite il telefono.
Immediatamente sono partite le ricerche del professore disperso: gli esperti del Soccorso alpino e speleologico lo hanno trovato intorno alle 22.30. Era riverso a terra, dopo una caduta di decine di metri e il violento impatto sulle rocce. Non c’era già più nulla da fare: il medico della squadra di soccorritori ha potuto soltanto dichiararne il decesso.
Impossibile, inoltre, portarlo via di lì senza l’aiuto dell’elicottero, che però al buio non può volare. Così l’operazione di recupero della salma è ripartita alle prime luci dell’alba di ieri, fra mille difficoltà, per concludersi intorno alle 8. Il Soccorso alpino ha dovuto infatti spostarlo prima in un’area più accessibile con manovre di corda, per poi poterlo caricare a bordo dell’elicottero del 118 grazie al verricello.
La salma è stata quindi trasferita all’ospedale San Salvatore dell’Aquila e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. I familiari, gli amici, la comunità accademica dell’Aquila e l’intera città, sconvolti per la scomparsa improvvisa di Romano, attendono di potergli dare l’ultimo saluto. Non ancora fissati i funerali: dovrebbero tenersi in forma laica nei prossimi giorni, forse con una cerimonia all’Università.
DOCENTE E AMBIENTALISTA
Nato all’Aquila, nell’Università del capoluogo Romano era professore ordinario di Pianificazione territoriale e Tecnica urbanistica. Si è occupato a lungo, oltre che di pianificazione urbanistica anche di consumo del suolo.
Era un grande appassionato e conoscitore della montagna, che amava “scoprire” in escursioni in solitaria: lo testimoniano anche i suoi profili social, zeppi di foto del Gran Sasso. Inoltre collaborava attivamente con il Cai e con il Wwf e di recente aveva espresso forti critiche al progetto di realizzazione dello stadio per lo sci di fondo nell’area dei Piani di Pezza.
UN ALTRO INCIDENTE
Nel pomeriggio di ieri, la macchina dei soccorsi si è messa di nuovo in azione per recuperare un altro alpinista sul Gran Sasso. Si tratta di un turista romano di 51 anni, che è precipitato per circa 30 metri mentre scalava il Corno Piccolo.
Nel violento impatto con la roccia ha riportato diversi traumi e ferite: si trova per questo in prognosi riservata in via precauzionale all’ospedale San Salvatore, ma non sembra in pericolo di vita. A lanciare l’allarme in questo caso è stato l’altro alpinista romano che era con lui: è riuscito a contattare il 118, il quale ha inviato sul posto il Soccorso alpino e l’elicottero per trasferire il ferito all’Aquila.
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